12.31.2003
Convegno - Grosseto, il 16 e 17 gennaio 2004
A Grosseto, il 16 e 17 gennaio 2004, si terrà l'incontro a tema
"Diritto e societ` dell'informazione - Riflessioni su informatica giuridica e diritto dell'informatica",
Sala delle contrattazioni, Camera di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura, Via Cairoli, 10.
Ogni informazione sull'evento, che h a partecipazione libera e gratuita, la trovate all'indirizzo http://www.penale.it/circolo.htm
Sul sito sono presenti anche locandine e pieghevoli, che potete segnalare o 'girare' a professionisti che pensate siano interessati all'evento.
12.21.2003
WSIS-SMSI: Diario fotografico di Andy Carvin
Andy Carvin lavora per la Benton foundation. Il suo diario fotografico rende molto bene l'atmosfera del Summit Mondiale per la Società dell'Informazione.
12.20.2003
Il Forum di ADISI sta traslocando
All'inizio avevamo creato il forum di ADISI in un gruppo MSN. Ma stanno succedendo strane cose da MSN: una volta scompare il calendario, una volta tolgono i chat pubblici, una volta cambiano il colore del template in un viola emetico. Quindi stiamo traslocando. L'indirizzo del nuovo forum è http://h2o.law.harvard.edu/ViewProject.d
Per un po' manterremmo online il vecchio forum, cioè finché avremo trasferito tutti i testi cui teniamo. Ma potete già usare quello nuovo.
A presto e buone feste!
12.13.2003
WSIS-SMSI African Media Village, Drums of Colour
African Media Village è anche chiamato "Drums of Colours", tamburri di
colori. Nel caos del Summit mondiale sulla società dell'informazione, lo
riconosci facilmente: a evocare i fiori porporini delle palme sudafricane
(jacarandas?) ci sono delle scope per spolverare di piume in cima al
recinto. Nella strada, foto in dimensioni reali di persone , con un cappello
buffo accanto, collegato a una cuffia dove le puoi sentire che si
raccontano. Una gallina fatta di un armatura di fil di ferro ricoperta di
carta.
A destra, un container con lo studio radiofonico che diffonde in diretta su
internet interviste di persone attive nel campo dell'educazione,
dell'informazione e dello sviluppo, in francese e in inglese. È un po' come
lo studio di Radio Fiume Ticino www.radioticino.com dove la redazione di
ADISI registra Tam Tam (www.adisi.ch/tamtam ): semplice ma efficace,
atmosfera rilassata, niente spocchia: gli argomenti seri non vanno trattati
con seriosità.
A sinistra, un altro container con 4 computer, connessi a internet. Tracey
Naughton, l'organizzatrice di African Media Village aveva promesso tagli di
elettricità per far vivere più realisticamente l'esperienza del cybercafé
africano ma quando l'ho provato non ci sono stati.
Nella baraonda del Summit, con i cubiculi senza isolamento sonoro forniti
dall'organizzatore ginevrino dove tutti alzano il volume a più non posso,
l'African Media Village è un'oasi di pace. Si possono sentire le
trasmissioni radio. Si può chiacchierare e scherzare nel cybercafe senza
sgolarsi. Perché saggiamente, gli organizzatori si sono portati il proprio
materiale: leggero, a basso costo, ma ben più efficace di quello del Summit.
Qui i media elettronici vengono presentati efficacemente, e anche con senso
dell'umorismo. È un sollievo.
Paradosso: poiché gli organizzatori non hanno ricorso alle facilità - si fa
per dire - logistiche del summit, African Media Village è classificato come
"progetto" e non come "evento". Cioè per essere un evento devi affitare un
cubiculo rumoroso e delle sedie alla ditta ginevrina, rompere le scatole
alla gente con lunghe conferenze, sembra. Se trasmetti interviste
interessanti in webcast tutto il giorno, se offri un cybercafé funzionante,
una strada di villaggio bella e buffa dove viene la voglia di parlare, di
ridere, non hai organizzato un "evento" secondo la tassonomia del Summit.
Ué, quand'è che i nostri papassi della infosossaiti elvetica
www.infosociety.ch si decideranno a chiedere una missione di assistenza al
SudAfrica - o al Ghana o alla Nigeria o al Nepal o al Mali per imparare come
si fà a "promuovere le TIC"?
Sarebbe interessante avere i consuntivi rispettivi di Tour-de-clic dell'UFCOM e di African
Media Village...
WSIS-SMSI: Blog di Andy Carvin
Andy Carvin dirige per la Benton Foundation le mailing list WWWEDU e Information Society: Voices from the South. Si trova attualmente a Ginevra per lo SMSI, e ne tiene un resoconto molto vivace, con foto, sul suo blog: http://www.edwebproject.org/andy/blog/.
12.11.2003
WSIS-SMSI (Summit Mondiale sulla Società dell'Informazione)
10.12 sera. Prima giornata WSIS.
9.30, arrivo a Palexpo. Confusione peggio che negli aeroporti US subito dopo l'11 settembre 2001. Niente altoparlanti per la gente smarrita che si ritrova giù all'iscrizione perché i punti d'incontro non sono chiari, la piantina è un incubo. Non c'è uno sportello per la gente in sedia a rotelle. Lo faccio notare all'adetto, che mi dice "Sì ma siamo lì per questo, riempiamo noi i formulari in quei casi". Gli spiego che per gente abituata a norme decenti di accessibilità, è umiliante.
Controllo di sicurezza che - ci verrà detto nel pomeriggio ad una riunione - lascia passare coltelli da pane però protesta per la fibbia dei miei mocassini. 10 minuti persi. "E se avessi avuto un regiseno con l'armatura, me l'avrebbero fatto depositare sul vassoio?"
Raggiungo Bonnie Bracey al corsoSecurity Rights, Inclusion & Security in the Information Society, dello Smithsonian Institute e dellUNDP. "Non sapevo che durava tre ore", mi bisbiglia, "non so se rimarrò fino alla fine." Invece siamo rimaste, e con entusiasmo. Quando gli americani parlano di corso, intendono un corso interattivo. La sola sfasata è un insegnante di sicurezza informatica a un corso di management dell'università di Losanna: afferra il leggio con il computer della sua presentazione powerpoint e non molla. Legge le slides. Poi ne fa scorrere un mucchio perché qui 20 minuti sono 20 minuti, e niente posto per il dilagare accademico.
Fa un po' pena, sopprattutto quando, dopo il break, è il turno di Human Rights in China. Human Rights in China è stato bandito dal Summit dal Segretariato Esecutivo Svizzero l'estate scorsa. Non hanno mai ottenuto una risposta alla richiesta di una spiegazione. Allora lo Smithsonian Institute e altre organizzazioni hanno invitato a HRIC ai loro eventi. Sharon Hom è una giurista e una maga della comunicazione. Quasi una marpiona, veramente: non la vorrei a capo di un ufficio di propaganda. Lei fa le domande ai partecipanti, la sua assistente annota le risposte in tabelle predisposte, ottenendo documenti belli e puliti subito. Sharon ci spiega come si fa a parlare di diritti umani a uomini d'affari, usando argomenti di affari. L'accademica svizzera prova a rispondere una volta, ma pronuncia così male l'inglese che nessuno capisce, poi va in involuzione completa.
Alla fine, formulario di valutazione, dettagliato per ogni parte del corso, domande su ciò che ciascun partecipante ritiene sia stato più utile per lui nel corso.
Pranzo con Bonnie, poi riunione di Ynternet.org. Dovremmo fare del lobbying intensivo, cioè fare tutti separatamente il giro di organizzazioni presso le quali Théo Bondolfi ritiene utile farci conoscere. Myriam ed io spingiamo per un approccio più mirato, così ciascuno si vede assegnare un'organizzazione. Mi spetta la Global Knowledge Partnership. Parlo con un gentilissimo signor Lin, che riconosce che sì, ci vuole la diversità linguistica e che sì è quindi importante offrire possibilità di cooperazione via TIC anche in francese, però lui è un cinese della Malaysia quindi il francese non lo capisce, indipercui rifiuta educatamente la documentazione Ynternet. Gli lascio l'indirizzo del sito, dicendo che c'è il motore di traduzione Google.
Accanto c'è lo stand di Development Gateway. "Cucù, sono una vostra abbonata, volevo soltanto ringraziarvi per le stupende informazioni." "Uh che bello, ci firma il guest book?" Il guestbook è un quaderno di scuola, veramente. "Ci fa piacere, di solito la gente viene qui a mugugnare." Racconto loro come ho testato la funzione che permette agli utenti di aggiungere informazioni, scrivendo apposta qualcosa di un po' duro a proposito di e-learning Europa: niente di volgare, ma qualcosa che io stessa avrei rifiutato come poco costruttivo, per vedere se c'era un controllo: il controllo c'era, quindi benissimo. Ridono. Chiedo se posso proporre un'info su Ynternet.org "Ma certo, metta una descrizione poi magari ci mandi un e-mail con più ampie informazioni." Voilà. Il lobbying così mi sta bene. Programmatico no.
Alle 5, evento Comedia/Amnesty International Svizzera sulla libertà nei media. Segnali un po' brutti prima. Passa una donna dell'organizzazione e strappa uno dei due volantini spiegativi, sostituendolo con "comunica-ch panel" e l'epatico fiore ufficiale del logo del Summit. "Ehi, cosa fa? 'comunica-ch' panel era il nome che c'era nella banca dati degli organizzatori del Summit 2 mesi fa, adesso persino loro hanno corretto, anche se ci sono voluti vari e-mail." "Mi spiace, gli organizzatori mi hanno detto di mettere questo." Chiamo Christian Tirefort di Comedia. Conferma la mia versione. La signora dice: "Mi spiace, io faccio quel che mi hanno detto, ma fatemi una cortesia, andate a dirglielo voi." A ICT4D negano di aver dato l'ordine, per pescare quelli del SES bisogna essere accreditati, rinunciamo.
Torniamo davanti all'aula. Dei tunisini governativi si sono portati via la petizione per i diritti umani in Tunisia di Amnesty: il foglio con le firme e tutti gli altri. Comincia la conferenza. Bolomey, di AI Svizzera, si scusa: non hanno potuto trovare un moderatore professionista perché tutti i giornalisti coinvolti sono andati a Berna per l'elezione del consiglio federale. Poi legge un testo.
Passa la parola a Ignacio Ramonet del Monde Diplomatique che non legge ma recita a memoria. Non dice stupidagini ma cose invecchiate, trite e ritritre, di un antiglobalismo primario: "corsa all'ultima notizia, niente controllo della veridicità" gnagnagna. Tutto pieno del suo osservatorio dei media fatto di giornalisti accademici rappresentanti della società civile. Mi sà che non ha mai letto Salon né il L.A. Times online, e nemmeno visto ciò che addirittura una piccola radio come la RSR riesce ad offrire quanto a multimedia. Lui ci ha il suo osservatorio. Chenevière ci ha il suo osservatorio per la radio tv, che mira a stabilire criteri di qualità. Cacchio, osservino un po' meno e pratichino un po' di più.
Poi legge un dissidente tunisino, e ciò che legge mostra che la mano recentissima di vernice pseudo rispettosa dei diritti umani del governo Ben Ali (rilascio di Zouhai Yahyaoui, accettazione della citazione dell'articolo della Dichiarazione dei diritti umani sulla libertà di opinione e di accesso all'informazione) è molto sottile.
Momento delle domande. Bolomey chiede di comuinciare con quelle rivolte a Ramonet, che deve ripartire alle 19'00. Prime critiche dei tunisini filo-governativi o forse genuinamente irritati da semplificazioni provenienti dall'estero. Va via Ramonet e la cosa degenera. Uno di Indymedia annuncia che la polizia ginevrina ha fatto chiudere il cyberlab. I tunisini sono sempre più arrabbiati. Qualcuno ricomincia a lagnarsi dell'interpretazione in inglese.
In un certo senso, era una bella illustrazione dell'errata valutazione del target descritta nel corso dello Smithsonian questa mattina. Sharon Hom magari non ha la fama di Ramonet, né Human Rights in China ha la riputazione istituzionale di Amnesty. Ma ci sanno fare. Dopo il corso dello Smithsonian c'eravamo fermate a parlare con Sharon, che ci ha raccontato come HRIC era riuscita più volte a bypassare i tentativi di censura del governo cinese in altre riunioni internazionali: ci si diverte ovviamente anche un mondo. Noi siamo troppo seriosi.
Domani, conferenza sull'e-government dell'UNCTAD e della Grecia la mattina, poi l'evento Ynternet.org con Stallman, Bondolfi, Andy Carvin della fondazione Benton il pomeriggio. Mah.
12.10.2003
wsis o piuttosto RSIS: il babbo delle gazzelle
Sent: Wednesday, December 10, 2003 8:15 AM
Subject: Diairo WSIS - RSIS
Ieri mattina (9.12), atelier educazione di The Role of Science in Information Society.
C'è anche la figlia del re di Thailandia principessa Maha Chakri Sirindhorn, tra gli specialisti. Non ha dato il contributo più interessante, forse, ma che sia lei a rappresentare il proprio paese per parlare di TIC e di educazione è un segno dell'importanza data alla problematica nel suo paese. "Certo, il multimedia permette di imparare in modo più concreto. Però se quando chiedi una pagina, fai in tempo a farti un té, poi a mettere il riso a cuocere prima che arrivi sullo schermo, c'è un problema. Va trovato un equilibrio tra l'attrattività e la velocità". Il problema con i namhaften nostrani UFCOM DSC che concionanono di frattura numerica in newsletter online di un mega è che non sanno nemmeno dove il problema stia di casa, conoscendo solo le connessioni a larga banda.
Robert Eisenstein, dell'istituto di Santa Fe, fa una panoramica impressionante sugli effetti delle IT sull'educazione. Vedi www.hpcnet.org/webcommission . Insiste sulla democratizzazione che permette, citando l'African Virtual Campus, che esiste dal 97 e funziona. Programmi come bugscope dell'università dell'Ilinois, cui possono partecipare le scuole del mondo intero (mandando insetti vari o foto di essi per ottenerne una descrizione), Arxiv, dove da 12 anni funziona la pubblicazione scientifica online ad alto livello, basata sul "peer-reviewing volontario", la nuove rete GRID, l'OpenCourseWare del MIT, la National Science Digital Library www.nsdl.org
Atta-ur-Rahman ministro della ricerca e dell'università del Pakistan, torna su cosa significa concretamente un governo che "prende la ricerca e l'educazione sul serio" e ne aumenta il budget di 6000% in pochi anni, inistendo sulle TIC: 92% percento della popolazione connessa a internet, gran parte con connessione a larga banda. Anche lì, un campus virtuale nazionale funzionante. Una politica universitaria "bastone e carota": incentivi per chi si aggiorna, "tenure" (nomina) subordinata alla performance, ampio programma di borse per mandare studenti a fare i dottorati all'estero ma com prospettive di lavoro nel paese quando hanno finito. Produzione locale di materiale di corsi, a volte adattati.
Mohamed Hassan, Sudan, Direttore generale della Third World Academy of Science (co-organizzatrice di RSIS), parla della necessità di una cooperazione Sud-Sud. Come a dire: grazie tante all'MIT per aver messo gratuitamente i suoi corsi gratuitamente online a disposizione di tutti, è stupendo, però anche noi a Sud abbiamo materiale di valore. TWAS ha pubblicato un repertorio delle università dei paesi del sud. Adesso un prossimo scopo è permettere a tutte queste università di avere un proprio sito funzionale. Un altro: incoraggiare scambi tra università del sud.
In conclusione, Wesley Shrum dell'università della Louisiana presenta un filmato realizzato su vari progetti di assistenza all'introduzione delle TIC in paesi del Sud, "Before the horse" - spiega che introdurre le TIC significa per forza mettere a volte il cavallo davanti al carretto (horse/course) , ma che bisogna abituarici a farlo. Il DVD è brillante, commovente, con tante interviste e poco commento, e una musica stupenda, e ti colpisce. Lunga conversazione tra Bonnie e Wesley Shrum alla fine. Wesley è pronto a madare il DVD gratuitamente. Gli ho detto che avrei provato a ragruppare un po' di ordinazioni.
Pomeriggio: rapporti dei vari workshop, Tim Berners-Lee parla del suo nuovo progetto, il Web semantico.
I rapporti: tutti pronti e vivaci, alcuni con powerpoint, alcuni solo "testuali". Sì sì, è possibile uscire da una giornata di workshop con qualcosa di già pubblicabile online.
Niente giornalisti generalisti, pochi gli specialisti. Pochissimi i partecipanti svizzeri. Dov'erano quelli di Domani la Svizzera? Nico Stehr, del centro di studi culturali avanzati di Essen, durante il "press briefing", dice che il problema delle scienze sociali in Svizzera e di Domani la Svizzera in particolare è che non si aprono abbastanza verso l'estero.
Il babbo delle gazzelle.
RSIS si conclude con una discussione su Scienze e governance, Talal Abu Gahzeleh, della Task Force ICT delle Nazioni Unite:
Non sono né uno scienziato né un informatico. Vengo dal settore de business. Però vi chiedo pazienza. A volta la verità viene dalla bocca dei "fool", e vorrei proporre un punto di vista anomalo. Il mio cognome, Abu Gazeleh, significa babbo delle gazzelle. Il problema è che la mattina, quando si svegliano le gazzelle e i leoni, la più lenta delle gazzelle si dice: Devo correre più veloce del più veloce leone per soppravivere; mentre il più lento dei leoni pensa: Basta che corra più veloce della più lenta delle gazzelle per nutrirmi. È la stessa cosa con la frattura numerica. Da businessman dovrei essere dalla parte dei leoni. Però in nome della biodiversità, mi appello ai leoni perché vengano cambiate le regole, perché le gazzelle abbiano pure una chance. Altrimenti i leoni saranno ridotti a mangiarsi fra loro."
Commento dal pubblico "Beh, lo fanno già, veramente".
USA, approvata la legge contro lo spam
Da WEBNEWS di HTML.IT 23/10/2003 - 12:17
Si chiama "Can Spam" e permetterà di punire chi invia mail pubblicitarie non desiderate. I privati non potranno denunciare direttamente gli spammer ma dovranno piuttosto segnalare il tutto agli ISP i quali si faranno carico della denuncia.
Con 97 voti favorevoli e nessuna voce di dissenso passa al Senato degli Stati Uniti la nuova legge contro lo spam. La legge arriva in seguito ai ripetuti allarmi provenienti dagli ISP, secondo i quali ben il 50% del traffico e-mail sarebbe generato da messaggi pubblicitari indesiderati: una mole tale per cui grandi risorse andrebbero sprecate inutilmente creando notevoli disagi alla Rete. [...] Continua
Altre notizie recenti
Testo della legge http://www.spamlaws.com/federal/108s877.h
Invece se la gente dovesse pagare 1 cent a destinatario di un e-mail, come proponeva Lawrence Lessig qualche mese fà, le cose sarebbero diverse. La misura non dissuaderebbe forse UNESCO.ch dal mandare le sue newsletter pachidermiche a 3'500 persone, ma calmerebbe gli spammer intenzionali - Claude
SSIG - Conferenza R. Stallman - POSTICIPATA ALLE 19.15</a>
Causa ritardo del volo
Boston - Parigi,
Richard Stallman sarà a Bellinzona solo nel tardo pomeriggio.
La conferenza è posticipata alle ore 19.15
Info SSIG
R. Stallman a TAM TAM di ADISI - estratto di una sua recente conferenza
nella puntata del 1 dicembre 2003 - Pagina puntata - Riascolta puntata (6.62 Mb - mp3)
12.9.2003
Intanto, a Oslo...
da NET JUS (newsletter):
Oslo - processo a Jon "DVD" Johansen: aggiornamento
Con NetJus stiamo seguendo "in diretta", insieme ad IP Justice, il processo di appelllo ad Oslo che vede come imputato 'DVD Jon Johansen", il ragazzino norvegese che ha scritto il DeCSS e che è già stato assolto in primo grado l'anno scorso.
Su pressione delle major hollywoodiane, il Governo norvegese ha spinto la procura ad appellare la sentenza di primo grado per vedere se in secondo grado riescono ad ottenere una condanna esemplare del giovane hacker.
(Continua)
12.8.2003
Diario WSIS ma veramente RSIS fino a martedì
Sent: Monday, December 08, 2003 11:13 PM
Subject: diario wsis 8.12.03
Ieri (domenica 7 dicembre) provo a chiamare Bonnie Bracey all'ostello del
CERN: è stata invitata come "fellow" dell'evento The role of science in
information society (RSIS) . Dall'ostello non ha manco il diritto di
chiamare a Ginevra da camera sua allora la chiamo io. Segreteria
telefonica: si annuncia saturata. Chiamo MCI, l'"organizzatore materiale"
del Summit. Mi richiama una signora del CERN, spiegando che la clausura è la
norma all'ostello di domenica. Ah bon. Mando un e-mail a Bonnie: "Se ti annoi chiamaci,
altrimenti ci vediamo domani (cioè oggi)".
Scendo alla stazione, dove trovo una giovane donna di e-life. Non il lato
Science et Cité, ma quello bitnik, della tenda per lavori su fogne, vale a
dire le statistiche. Mi spiega che lo scopo è proprio di denunciare
scherzosamente l'importanza che viene data a statistiche inaffidabili. Ah
bon. Poi mi dice che il loro gruppo è nato a una scuola di arti applicate
zurighese. "Non è per caso quella dove Geert Lovink ha dato un corso due
anni fa?" le chiedo "Esatto: "Mapping Swiss Information Society: vi abbiamo
partecipato." Le racconto come è stato anche grazie a Geert che ADISI si è
unita alla piattaforma svizzera della società civile per il Summit
"altrimenti le associazioni di oltregottardo non si sarebbero mai ricordate
che la Svizzera Italiana non esiste soltanto sulle piantine della meteo".
"Beh già", concorda lei: "nella comunicazione virtuale il cammino più breve
tra il Ticino e Vaud può anche passare dall'Australia". Tutto sommato
quelli di Bitnik sono simpatici. Mi dice che stanno pensando a un volantino
con un filino di spiegazione della loro parodia delle statistiche.
Oggi arrivo al CERN. Quelli di MCI non hanno la mia registrazione come
stampa, malgrado il fax mandato da Giovanni Rengucci per confermare che sono
la sua giornalista per TamTam. Insisto. Mi cambiano il colore del badge,
rosso per "stampa". Ma negano che la registrazione sia valevole per il
Summit stesso. Inutile litigare con la ragazza. Ricomincerò mercoledì: alla
peggio mi farò accreditare da qualcun altro.
Trovo Bonnie al cybercafé che sta ridendo del mio e-mail. Niente connessione
all'ostello. "Hei, lo sai che se sono qui è grazie a te?" mi dice. "oh?"
"Sì, sei stata tu a indicarmi i forum di RSIS, nel tuo e-mail "RSIS, not
WSIS, is the hope". Ho partecipato a quello sull'educazione e così mi hanno
invitata come fellow". Fa piacere che la mia mania di prendermi per una
banca dati serva a volte, le dico.
Presentazione dei vari acceleratori di particole delCERN. Due bus: uno per
coloro cui MCI si è dimenticato di dire che dopo Schengen, ci vogliono visti
separati per la Svizzera e per l'UE, che quindi visiteranno il vecchio LAP
su territorio Svizzero. Andiamo a vedere un "pozzo" di quello enorme (27 km
di circonferenza), pozzo per mettere i detettori di scontri di particole:
sembra un enorme ingranaggio rosso, ca 30 metri di diametro, con alveari per
ficarci i detettori stessi, e un tubo di aciaio sui 8 metri di diametro. Per
misurare lo scontro tra due due muon. La sproporzione ti fa effetto. Poi
ricordo: è lo stesso punto del cantiere descritto da Daniele del Giudice in
Atlas 15 anni fa. La nostra guida è un fisico italiano, ma troppo giovane
per averlo letto.
Pomeriggio: orario un po' cambiato perché Berners-Lee, l'inventore del www,
è stato trattenuto da una tempesta su Boston. Tutte le relazioni sono
interessanti, tutti i relatori si mantengono nei tempi impartiti.
Il contributo più curioso: Onno Purbo, indonesiano, che spiega come crea
connessioni internet con lattine usate per captare il segnale wireless dello
stato. "Noi diciamo che usiamo la connessione statale. Altri potrebbero dire
che la rubiamo". Tutti ridono. Intanto queste connessioni hanno permesso la
creazione di micro imprese.
Lidia Brito, ministro dell'educazione superiore, della scienza e della
tecnologia del Mozambique, fa una panoramica allo stesso tempo accurata e
vivace della situazione nel suo paese, con dove ci vorrebbe l'intervento
dello stato e dove gli investimenti privati, ma a quali condizioni. Magari
avessimo qualcuno con le idee così chiare...
"RSIS, not WSIS, is the hope". Mantengo. Domani, atelier sull'e-learning.
Bonnie parlerà delle applicazioni della tecnologia Grid all'insegnamento.
Ma per il WSIS, va riconosciuto però che sabato e domenica Marc Furrer è
riuscito a strappare ai rappresentanti dei governi una versione della
Dichiarazione dei Principi per il Summit che ha una certa dignità
(http://www.itu.int/wsis/documents/doc_mu
vengono citati per intero gli articoli della Dichiarazione Universale dei
diritti umani sulla libertà di espressione e di accesso all'informazione,
viene ricordato il principio del 0,7% del budget dei paesei ricchi da
dedicare ai paesi poveri.
Certo, la dichiarazione di principi rimane tra parentesi quadre, cioè
"uffficiosa" fino al voto definitivo e chissà cosa proveranno paesi come la
Cina, la Tunisia da adesso a venerdì? Però è un buon segno. E infondo Furrer
è stato furbo ad aspettare l'ultimissimo momento prima del Summit per
imporre una dichiarazione che abbia un senso.
Ciononostante, rimane più concreta ad es. la Dichiarazione di Berlino, di
ottobre 2003, presentata oggi allo RSIS da Juergen Renn, promossa
dall'Istituto Max Planck, per una realizzazione di un Web della cultura e
della scienza - che mira a mantenere un demanio pubblico, come l'iniziativa
"Eldred" di Lawrence Lessig (http://eldred.cc)
Diario WSIS
Inviato: domenica, 7. dicembre 2003 14:44
A: redazione ADISI
Oggetto: Diario wsis
Arrivo ieri sabato a Ginevra. Sul treno controlli severi. Gare Cornavin, ci doveva già essere
la mostra di "Science et Cité" ("science cécité"?), e-life (quelli che si
vantano ad essere i soli a parlare ai non adetti ai lavori). C'è una tenda
di sezione triangolare come per i lavori sulle fogne. su un lato si possono
proiettare i paesi del mondo, sembra un gioco video 4m x 2, ma non si
capisce niente. È la parte "People first". C'è anche un manifesto di carta
con le stesse proiezioni diversamente deformate e slogan in
maxistico-mcluhanistico-new age che ciancia di vettori, seconda, terza e
quarta natura, in inglese. 1 m x 1 m circa, in bianco e nero da un parte,
bianco nero arancione dall'altra. Ne piglio uno: tanto ce n'hanno varie
centinaia dentro la tenda per lavori su fogne.
Altro lato della tenda per lavori su fogne niente proiezioni, ma tre
pilastri con monitor e cuffie. Ti puoi rivedere estratti delle conferenze di
Losanna, Berna e Lugano di Science et Cité. Solo che ovviamente le cuffie
non funzionano più: lasciate incustodite di notte a Cornavin, è soprendente
che siano ancora lì.
Arrivo a casa dei miei. Mia madre, 80 anni, esamina il manifesto "People
First" con le proiezioni deformate del mondo e la vanvera sui vettori. "È
strano: non si capisce quasi mai dove vogliono andare a parare, e laddove si
capisce, sbagliano".
People first, dicevano?