Fonte: In Larry Lessig: Fighting for Free Culture (1), Andy Carvin ha pubblicato i suoi appunti sulla conferenza The Ethics of the Free Culture Movement data da Lawrence Lessig il 4 agosto 2006 durante il convegno Wikimania 06, assieme alla registrazione completa (in .mp3) della conferenza . Quel che segue è un riassunto degli appunti di Andy Carvin e della registrazione.
In questa conferenza, Lessig descrive il ritorno attuale a una cultura partecipativa ("read-write culture") dopo la tendenza del secolo XX a una cultura di consumo passivo ("read-only culture") dove la produzione di contenuti era sempre più in mano a professionisti e specialisti. Evoca anche la resistenza dei produttori commerciali di contenuti a questa cultura partecipativa (2), e suggerisce strategie per lottare contro questa resistenza protezionista per preservare la libertà di creazione. Non solo e non principalmente appellandosi a principi giuridici - perché alla fine i legislatori fanno di testa loro - ma soprattutto esercitando questa libertà, tramite iniziative come Wikipedia, e tramite l'uso di strumenti che consentono di creare facilmente i propri contenuti e di elaborare quelli di altri (blog, ecc.) per far capire ai legislatori l'importanza di questa cultura libera e partecipativa.
Lessig insiste anche sulla necessità di rendere questa cultura accessibile all'infuori della cerchia degli "hacker" (nel senso di militanti impegnati per la libertà delle tecnologie dell'informazione), e anche di estenderla a forme non soltanto testuali: "Dobbiamo riconoscere che la parola scritta è il latino dei tempi attuali. La lingua normale della gente è quella del video e dell'audio".
Inoltre, Lessig lancia un appello importante per la compatibilità ("interoperability") delle licenze che autorizzano l'uso libero di contenuti: attualmente non è consentita la rielaborazione sotto una licenza Creative Commons di tipo Attribuzione - Condividi alle stesse condizioni di contenuti (by-sa), che sono sotto una Licenza per Documentazione Libera GNU (GFDL) o sotto una Licence Art Libre - anche se in realtà, le tre licenze autorizzano le stesse cose, con le stesse prescrizioni. Lessig suggerisce quindi l'aggiunta, a ciascuna di queste licenze, di una clausola che autorizzi l'utilizzazione dei contenuti sotto le altre licenze equivalenti.
(1) in Andy Carvin's Waste of Bandwidth, 5 agosto 2006. Altri post di Andy Carvin su Wikimania 06: Podcast of Jimmy Wales Talk at Wikimania e Notes From Jimmy Wales Wikimania Talk.
(2) Per questa resistenza dei produttori, vedi l'attuale revisione della Legge sul Diritto d'Autore in Svizzera, ma anche in altri paesi, con l'ufficializzazione delle misure di gestione/protezione numerica dei contenuti (Digital Rights Management o DRM) e il divieto di eluderle. Su questo blog, cfr. la categoria LDA, e sul sito principale di ADISI, la pagina Lettera aperta sulla LDA alle associazioni dei consumatori e dossier sulla LDA, dove ci sono anche link ad altre risorse.
Aggiornamento 06.08.06: vedi anche Lessig's Keynote at Wikimania 04.08.06, su My Heart's in Accra, il blog di Ethan Zuckerman.
In questa conferenza, Lessig descrive il ritorno attuale a una cultura partecipativa ("read-write culture") dopo la tendenza del secolo XX a una cultura di consumo passivo ("read-only culture") dove la produzione di contenuti era sempre più in mano a professionisti e specialisti. Evoca anche la resistenza dei produttori commerciali di contenuti a questa cultura partecipativa (2), e suggerisce strategie per lottare contro questa resistenza protezionista per preservare la libertà di creazione. Non solo e non principalmente appellandosi a principi giuridici - perché alla fine i legislatori fanno di testa loro - ma soprattutto esercitando questa libertà, tramite iniziative come Wikipedia, e tramite l'uso di strumenti che consentono di creare facilmente i propri contenuti e di elaborare quelli di altri (blog, ecc.) per far capire ai legislatori l'importanza di questa cultura libera e partecipativa.
Lessig insiste anche sulla necessità di rendere questa cultura accessibile all'infuori della cerchia degli "hacker" (nel senso di militanti impegnati per la libertà delle tecnologie dell'informazione), e anche di estenderla a forme non soltanto testuali: "Dobbiamo riconoscere che la parola scritta è il latino dei tempi attuali. La lingua normale della gente è quella del video e dell'audio".
Inoltre, Lessig lancia un appello importante per la compatibilità ("interoperability") delle licenze che autorizzano l'uso libero di contenuti: attualmente non è consentita la rielaborazione sotto una licenza Creative Commons di tipo Attribuzione - Condividi alle stesse condizioni di contenuti (by-sa), che sono sotto una Licenza per Documentazione Libera GNU (GFDL) o sotto una Licence Art Libre - anche se in realtà, le tre licenze autorizzano le stesse cose, con le stesse prescrizioni. Lessig suggerisce quindi l'aggiunta, a ciascuna di queste licenze, di una clausola che autorizzi l'utilizzazione dei contenuti sotto le altre licenze equivalenti.
(1) in Andy Carvin's Waste of Bandwidth, 5 agosto 2006. Altri post di Andy Carvin su Wikimania 06: Podcast of Jimmy Wales Talk at Wikimania e Notes From Jimmy Wales Wikimania Talk.
(2) Per questa resistenza dei produttori, vedi l'attuale revisione della Legge sul Diritto d'Autore in Svizzera, ma anche in altri paesi, con l'ufficializzazione delle misure di gestione/protezione numerica dei contenuti (Digital Rights Management o DRM) e il divieto di eluderle. Su questo blog, cfr. la categoria LDA, e sul sito principale di ADISI, la pagina Lettera aperta sulla LDA alle associazioni dei consumatori e dossier sulla LDA, dove ci sono anche link ad altre risorse.
Aggiornamento 06.08.06: vedi anche Lessig's Keynote at Wikimania 04.08.06, su My Heart's in Accra, il blog di Ethan Zuckerman.
