17 February 2006 @ 09:39 pm
Non mi bloggo davanti a nulla
Il diario virtuale online ha contagiato anche la Svizzera italiana, sull'onda del successo del blog di Beppe Grillo. In ogni caso, il diario virtuale non sostituirà quello cartaceo.
Patrick Mancini

Cooperazione 15.02.06

Malgrado il titolo tirato per i capelli e l'inesattezza della prima frase del corsivo (1), l'articolo di Patrick Mancini contiene spunti interessanti. Ad esempio Grillo dice:

«E sta proprio qui la novità (...). Qualsiasi utente può divulgare informazioni. Se queste sono errate, sarà il popolo della rete a smentirle. Non la stampa, non la televisione, non l'istituzione di turno».

E Gabriella Bernasconi dà un esempio interessante di blog "settoriale", intorno al quale si creano dibattiti:

«Ho creato www.kosmo.splinder.com perché volevo parlare e far parlare di musica - racconta -. Talvolta mi riferisco anche alle mie intimità, ma sono abbastanza introversa. Adoro, però, le dinamiche che vengono a crearsi in seguito alle mie opinioni».

Soprattutto, l'articolo contiene un'intervista a Marco Cortesi, uno degli ideatori di iobloggo.com:

A colloquio con il responsabile della piattaforma ticinese.
Cooperazione: Dal diario di carta a quello virtuale. È un fenomeno irreversibile?

Marco Cortesi: Non credo che tutte le persone che prima tenevano un diario cartaceo, ora abbiano un blog. Sono due strumenti diversi: il primo permette di esprimere le proprie emozioni in maniera estremamente privata, intima. Il secondo è «pubblico», interattivo.
Pare che il diario di carta sia un mezzo utilizzato prevalentemente da un pubblico femminile...
Per i blog è diverso! Il «virtuale» attrae anche i maschi. Forse per la sua immediatezza o per la sua dimensione tecnologica. Ad esempio, il 40% degli iscritti a iobloggo.com è di sesso maschile.

Il blog è un fenomeno esclusivamente giovanile?
No. Mentre il diario classico solitamente viene abbinato all'adolescenza, il blog può avere utenti quattordicenni, ma anche cinquantenni. Probabilmente è il confronto con le opinioni altrui ad incoraggiare persone di differenti fasce di età a comunicare attraverso la rete.
Si sostiene che il diario in Internet possa essere un importante strumento di denuncia. È d'accordo?
Come qualsiasi altro mezzo legato alla rete è molto difficile da controllare, limitare e censurare. Ecco perché è facilmente utilizzato per esprimere cose che non si potrebbero dire attraverso altri media.

Alcuni fatti che appaiono sui blog, non potrebbero essere inventati?
Certamente. Non si può mai sapere fino a che punto i contenuti di un blog siano legati alla realtà. Sono numerose le «blogstar» (cioè i blogger famosi) che, in verità, non esistono. E lo dichiarano pure. Ma forse per gli utenti curiosi questo non ha importanza: quello che conta per loro è trovare qualcosa di interessante o divertente da leggere.

***


Le utilizzazioni possibili dei blog non sono affatto limitate al diario intimo. A qualche ora della rottura delle dighe a New Orleans durante il ciclone Katrina, Andy Carvin ed altri aprirono http://katrina05.blogspot.com, per facilitare la coordinazione dei soccorsi e la ricerca delle persone scomparse, con istruzioni brevi e chiare su come inserire e descrivere fotografie in un album online di flickr.com, o come utilizzare il cellulare per scrivere sul blog.

Sarebe tempo di farla finita con quel luogo comune del blog come scrittura intimista.

Inoltre, nemmeno il diario personale su carta si limita(va) a descrivere sentimenti e magoni. Quando Saverio Tutino lanciò il Premio del Diario a Pieve S. Stefano 1984 (che diede nascita all'Archivio Diaristico Nazionale italiano), il progetto mirava a far comunicare i diaristi isolati, ma anche a dare una lettura diversa della storia:

Nel creare la città dei diari, a Pieve Santo Stefano, siamo partiti dalla convinzione che tutti gli scriventi, anche quelli delle pagine più intime, desiderano essere letti almeno da un’altra persona. (...)E sappiamo una cosa: solo quando ognuno di noi avrà scoperto l’intima soddisfazione di conoscere ognuno degli altri che scrivono di sé, si sarà raggiunto un rapporto naturale fra la storia delle persone e la storia di tutti.
Saverio Tutino, I libri della nostra memoria

Sarebbe stato interessante chiedere a un ricercatore dell'Archivio Diaristico Nazionale un parere su diari cartacei e blog...

(1) Il blog di Beppe Grillo è molto interessante e molto seguito, però i ticinesi non lo hanno aspettato per scoprire le utilizzazioni possibili dei blog. Sono le redazioni della stampa tradizionale ad aver bisogno di un "nome che tira" per interessarsi a un fenomeno - e di solito sono anch'esse a scrivere titoli e corsivi.

(C.A.)