Google ha messo il sito della BMW su una lista nera dopo averla beccata a provare di migliorare artificialmente il posizionamento del suo sito tedesco nei risultati delle ricerche. (...) Vari blogger hanno riportato la scomparsa del sito dalle liste di risultati Google, poi confermata da Matt Cutts, ingeniere informatico che lavora per Google, in un messaggio sul proprio blog. Cutts ha scritto che i metodi utilizzati dalla BMW violavano le direttive del motore di ricerca.
Questa sanzione - nota nel linguaggio familiare come la "pena di morte di Google" - significa che una ricerca in Google di termini come "BMW" o "BMW Germany" non produrrà un link diretto a bmw.co.de, il sito tedesco della ditta.
Inoltre, il prezioso "PageRank" di bmw.com.de, vale a dire gli algoritmi che attribuiscono ad ogni pagina del web una specie di rango di popolarità, è stato azzerato. (...) Per firme più piccole, una penalizzazione del genere potrebbe avere effetti catastrofici perché i clienti in cerca di dati beni o servizi verrebbero diretti altrove... (Continua...- in inglese)
La BMW è accusata di aver artificialmente aumentato il numero di link che portavano al suo sito utilizzando pagine portali. In altre parole, ha utilizzato la cosiddetta tattica del link farming, contro la quale abbiamo già messo i lettori in guardia su questo blog, a proposito di una dubbia offerta locale ai proprietari di siti per aumentarne il page ranking - addirittura a pagamento. Vedi Promozione su internet: attenti all'effetto boomerang, 08/06/2005, e Promozione su internet: attenti all'effetto boomerang (2), 27/7/2005.