Nella lista Swiss Weblogs, che elenca i blog nominabili per gli Swiss Weblog Awards, sono repertoriati 1550 blog. Però nella categoria dei blog in italiano, ce ne sono soltanto 17, rispetto a 978 per i blog in tedesco, 336 per i blog in francese e 239 per i blog in inglese (1).

C'è da chiedersi fino a che punto questa esigua proporzione di blog italofoni nella lista rifletta una realtà, o se si tratta di un artefatto dovuto al sistema utilizzato per compilare la lista. Questo blog di ADISI vi si trovava già, però 2 dei 17 blog in italiano li abbiamo aggiunti noi alla lista: Mac Blog Again e Il vostro faro. Non che ci illudiamo sulle possibilità di questi blog (e del nostro) per il concorso, a pochi giorni della scadenza delle nomine - vedi il post Swiss Blog Awards claim (rivendicazione di questo blog per gli SBA) di ieri -  però ci sembra utile, a prescindere del concorso, completare la lista dei blog italofoni.

(1) I conti non tornano perché ci sono descrizioni di blog senza il tag della categoria linguistica.

Update

Uno degli organizzatori del premio ci ha spiegato la relativa scarsa presenza di blog in italiano nella lista  Swiss Weblogs: sono i blogger ad annunciarvi i propri blog, o altri blog che conoscono.  Quindi spetta a noi, blogger della Svizzera Italiana, fare il passaparola se vogliamo che la nostra presenza nella blogosfera svizzera sia più adeguatamente riflessa  in quella lista.
 
 
list.blogug.ch

Swiss Blog Awards 2006


Spiegazione: questo blog è tra quelli nominabili per gli Swiss Blog Awards, però dobbiamo rivendicarlo come nostro, introducendo l'immagine sopra in un post, perché possa essere nominato.

Per ulteriori informazioni sugli Swiss Blog Awards vedi, in francese:
Le nomine possono essere fatte fino al 23.04.2006 a mezzanotte, dalla pagina http://nominations2006.swissblogawards.ch.

Tag technorati

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Da ieri 29 marzo 2006 si stanno svolgendo le giornate autogestite del Liceo di Bellinzona (1).
 Domani 31 marzo, ADISI vi parteciperà, in due attività: 
  • Blog: nuovo modo per collaborare (animatrici: Giulia Sibilio del Liceo di Bellinzona e Claude Almansi di ADISI)
  • Scrivere nell'internet: quali responsabilità (animatori: Claude Almansi e Giovanni Rengucci di ADISI)
(1) Dalla pagina giornate autogestite del Liceo di Bellinzona si può scaricare in PDF la lista di tutte le attività, suddivise per mezze giornate.
 
 
17 February 2006 @ 09:39 pm
Non mi bloggo davanti a nulla
Il diario virtuale online ha contagiato anche la Svizzera italiana, sull'onda del successo del blog di Beppe Grillo. In ogni caso, il diario virtuale non sostituirà quello cartaceo.
Patrick Mancini

Cooperazione 15.02.06

Malgrado il titolo tirato per i capelli e l'inesattezza della prima frase del corsivo (1), l'articolo di Patrick Mancini contiene spunti interessanti. Ad esempio Grillo dice:

«E sta proprio qui la novità (...). Qualsiasi utente può divulgare informazioni. Se queste sono errate, sarà il popolo della rete a smentirle. Non la stampa, non la televisione, non l'istituzione di turno».

E Gabriella Bernasconi dà un esempio interessante di blog "settoriale", intorno al quale si creano dibattiti:

«Ho creato www.kosmo.splinder.com perché volevo parlare e far parlare di musica - racconta -. Talvolta mi riferisco anche alle mie intimità, ma sono abbastanza introversa. Adoro, però, le dinamiche che vengono a crearsi in seguito alle mie opinioni».

Soprattutto, l'articolo contiene un'intervista a Marco Cortesi, uno degli ideatori di iobloggo.com:

A colloquio con il responsabile della piattaforma ticinese.
Cooperazione: Dal diario di carta a quello virtuale. È un fenomeno irreversibile?

Marco Cortesi: Non credo che tutte le persone che prima tenevano un diario cartaceo, ora abbiano un blog. Sono due strumenti diversi: il primo permette di esprimere le proprie emozioni in maniera estremamente privata, intima. Il secondo è «pubblico», interattivo.
Pare che il diario di carta sia un mezzo utilizzato prevalentemente da un pubblico femminile...
Per i blog è diverso! Il «virtuale» attrae anche i maschi. Forse per la sua immediatezza o per la sua dimensione tecnologica. Ad esempio, il 40% degli iscritti a iobloggo.com è di sesso maschile.

Il blog è un fenomeno esclusivamente giovanile?
No. Mentre il diario classico solitamente viene abbinato all'adolescenza, il blog può avere utenti quattordicenni, ma anche cinquantenni. Probabilmente è il confronto con le opinioni altrui ad incoraggiare persone di differenti fasce di età a comunicare attraverso la rete.
Si sostiene che il diario in Internet possa essere un importante strumento di denuncia. È d'accordo?
Come qualsiasi altro mezzo legato alla rete è molto difficile da controllare, limitare e censurare. Ecco perché è facilmente utilizzato per esprimere cose che non si potrebbero dire attraverso altri media.

Alcuni fatti che appaiono sui blog, non potrebbero essere inventati?
Certamente. Non si può mai sapere fino a che punto i contenuti di un blog siano legati alla realtà. Sono numerose le «blogstar» (cioè i blogger famosi) che, in verità, non esistono. E lo dichiarano pure. Ma forse per gli utenti curiosi questo non ha importanza: quello che conta per loro è trovare qualcosa di interessante o divertente da leggere.

***


Le utilizzazioni possibili dei blog non sono affatto limitate al diario intimo. A qualche ora della rottura delle dighe a New Orleans durante il ciclone Katrina, Andy Carvin ed altri aprirono http://katrina05.blogspot.com, per facilitare la coordinazione dei soccorsi e la ricerca delle persone scomparse, con istruzioni brevi e chiare su come inserire e descrivere fotografie in un album online di flickr.com, o come utilizzare il cellulare per scrivere sul blog.

Sarebe tempo di farla finita con quel luogo comune del blog come scrittura intimista.

Inoltre, nemmeno il diario personale su carta si limita(va) a descrivere sentimenti e magoni. Quando Saverio Tutino lanciò il Premio del Diario a Pieve S. Stefano 1984 (che diede nascita all'Archivio Diaristico Nazionale italiano), il progetto mirava a far comunicare i diaristi isolati, ma anche a dare una lettura diversa della storia:

Nel creare la città dei diari, a Pieve Santo Stefano, siamo partiti dalla convinzione che tutti gli scriventi, anche quelli delle pagine più intime, desiderano essere letti almeno da un’altra persona. (...)E sappiamo una cosa: solo quando ognuno di noi avrà scoperto l’intima soddisfazione di conoscere ognuno degli altri che scrivono di sé, si sarà raggiunto un rapporto naturale fra la storia delle persone e la storia di tutti.
Saverio Tutino, I libri della nostra memoria

Sarebbe stato interessante chiedere a un ricercatore dell'Archivio Diaristico Nazionale un parere su diari cartacei e blog...

(1) Il blog di Beppe Grillo è molto interessante e molto seguito, però i ticinesi non lo hanno aspettato per scoprire le utilizzazioni possibili dei blog. Sono le redazioni della stampa tradizionale ad aver bisogno di un "nome che tira" per interessarsi a un fenomeno - e di solito sono anch'esse a scrivere titoli e corsivi.

(C.A.)
 
 
17 January 2006 @ 11:41 am
ADISI sarà ospite di Mirella De Paris su Rete 1 della Radio Svizzera di lingua italiana RSI di SSRSRG Idée Suisse

giovedì 26.1 alle 17.10

Titolo della puntata:

“L’EDUCAZIONE DI UNA SOCIETA’ IN RETE: UN BILICO FRA REALTA’ E PREGIUDIZI”.

Sarà infatti una puntata per fare il punto sulle scelte , la conoscenza e le responsabilità individuali (o famigliari) nell’uso delle tecnologie telematiche.

Interverranno:

Prof. Lorenzo Cantoni   USI Facoltà Scienze della Comunicazione
Claude Almansi resp. Formazione e Informazione di ADISI
G. Rengucci Presidente di ADISI




 
 
27 November 2005 @ 10:42 pm

Da have a great day (20 novembre 2005), in bott's tafe place, il blog di Craig Bottomley, insegnante nel settore professionale in Australia:

Leigh Blackall e Alex Hayes sono CATTIVI!!!!.... siamo domenica, a notte fonda, e sono ancora sveglio a riflettere, per via delle cose che hanno scritto sui loro blog.

Mi sto interrogando sulla facilità del web e dei suoi utenti. Come per qualsiasi cosa, credo che stiamo vedendo la nuova tecnologia funzionare per il minimo denominatore comune. I nostri ragazzi sono bravissimi con la tecnologia, utilizzano cellulari, PDA, il web ecc. ecc. ecc. senza chiedersi mai come fanno le cose che fanno, né perché fanno le cose che fanno. E da questa parte della scale vediamo che l'utilizzazione di queste tecnologie è dominata da pratiche apparentemente inutili. SMS per parlare a compagni in una stanza contigua, e-mail per insultarsi a vicenda, il web per scaricare suonerie – riconoscendo l'utilità di qualcosa soltanto se costa farne parte. Formano un sotto-insieme della popolazione molto orientato dal commercio, imponendosi tra i loro pari con grosse fatture e tutti i gadget che si possono pagare (o che possono convincere qualcun altro
a pagare).

Qui, il problema sembra stare dalla parte di noi educatori (e genitori), nel cercare di capire perché quei ragazzi così informati di tecnologie non hanno la più parva idea di cosa siano gli RSS e i feed e i blog e altre cose del genere. Perché facciamo tanti sforzi per riempire le nostre classi di bontà online, soltanto per farcele buttare in faccia da ragazzi che sembrano non saperne niente?

Ci aspettiamo forse troppo dai nostri ragazzi? Quando andavo a scuola, i calcolatori erano appena apparsi in classe, e cosa facevamo? Stavamo tutto il tempo a cercare come scrivere parolacce utilizzando numeri sul pannello LCD. Il minimo denominatore comune1 colpisce ancora. Non ci interessava affatto che il calcolatore potesse trovare il seno di un angolo, in effetti questo lo sapevamo fare, ma non era divertente: hackare lo schermo per scrivervi TETTE era molto più divertente e sovversivo.

Poi venne il computer. Non so cos'era, ma in terza media, pochi eletti tra noi ebbero la possibilità di utilizzare un computer nuovissimo (grande quasi quanto una fotocopiatrice). Lo potevamo programmare in basic, utilizzando carte perforate; cosa facevamo? Salvavamo il mondo? Scrivevamo programmi per facilitare i compiti? Cercavamo la cura del cancro? No... disegnavamo gente nuda in ascii, e scrivevamo codice per far scorrere inarrestabilmente "have a great day" su per lo schermo; il solo modo per fermarlo era il reboot brutale... oh sì, di nuovo il minimo denominatore comune.

Siamo onesti, frequentavo ragazzi intelligenti. Siamo tutti cresciuti per diventare membri abbastanza normali e utili della società. Alcuni tra noi sono rimasti sovversivi, ma adesso in modi più positivi... eppure come ragazzi precoci non ci interessava il fatto che ciò che avevamo intorno era nuovo ed eccitante e avrebbe potuto cambiare il mondo, soltanto che poteva essere utilizzato per giochini cretini e irritanti che, certamente, avrebbero fatto incavolare gli adulti.

E così, adesso, vediamo la stessa cosa ... i blog e i wiki e gli SMS sono tutti ben troppo seri quando sono utilizzati in modo appropriato. Così i nostri ragazzi trovano modi per sovvertirne l'uso, facendo incavolare noi adulti mentre ci sono, però perpetuando soltanto una tradizione che io stavo perpetuando 30 anni fa.

Quindi il nostro ruolo deve essere l'incoraggiamento e la pazienza. Questa notte, sono seduto qui davanti a un computer perché tanti anni fa, un insegnante di computer molto frustrato NON mi ha picchiato perché mi comportavo da cretino, ma invece continuava a riavviare quel vecchio mostro poi mi lasciava icominciare a fare il cretino da capo, però a modo suo mi incoraggiava pazientemente a buttar fuori la stupidità dal mio sistema affinché potessi cominciare a fare cose utili.

Mi sto sforzando di fare lo stesso adesso. Non ho sempre la pazienza di lasciare i miei studenti comportarsi da cretini, e ci sono giorni in cui è difficile continuare ad incoraggiarli davanti alla loro sfrontata mancanza di rispetto per la mia importanza... oh certo... :) forse sono io l'arrogante. Che giochino, che si spingano fino ai limiti, che siano sfrontati e inconsapevoli dell'importanza delle cose che questa tecnologia può fare per loro. Col tempo vedranno cosa può fare e ne approfitteranno. Noi saremo più vecchi e più grigi e più esausti ma possiamo soltanto continuare a lavorare per migliorare la loro literacy, Perché forse il concetto di literacy indica anche un livello di responsabilità, di preparazione ad accettare, di volontà di essere visti come persone literate. "Vi mostrerò che sono literate in queste cose soltanto quando sarò pronto a mostrarvelo".

Have a great day

botts



1In inglese, "minimo denominatore comune" si dice "Lowest Common Denominator" e viene abbreviato LCD – come Liquid Crystal Display, il tipo di schero menzionato appena prima.

 
 
27 November 2005 @ 10:36 pm

Da: bott's tafe place, il blog di Craig Bottomley, insegnante nel settore professionale in Australia:

La mia visione

Credo con passione nel migliorare le chance e i risultati educativi degli studenti di aree rurali e distanti, insistendo sull'offerta di risorse di qualità, a basso prezzo, di forte impatto e facilmente accessibili.

Viviamo in un universo di opportunità informative in continua espansione, e credo che la libertà e il potere conferiti dalla conoscenza non debbano essere limitati alle persone abbienti della nostra società, bensì debbano essere messi a disposizione di chiunque li desideri. E voglio essere un difensore esplicito e disturbante di coloro che non possono parlare per se stessi, offrendo loro possibilità di trovare una voce propria attraverso la fiducia che nasce dalla conoscenza.

Come educatore, desidero continuare a sovvertire la nozione che ogni apprendimento, per essere approvato, debba svolgersi dentro le mura di istituzioni riconosciute, con la benedizione dei governi in carica, e debba essere impartito da insegnanti che abbiano seguito una formazione professionale. Invece, voglio incoraggiare gli studenti ad esplorare gli spazi che li circondano, a sviluppare reti di ambienti di apprendimento sostenibile, a partire da qualsiasi
fonte disponibile. E ad offrire alla conversazione che è la loro aula l'esperienza e la conoscenza collettive del vasto mondo che li circonda, per essere riconosciuti per la saggezza che hanno acquisita durante il viaggio.

 
 
Egregi censurati dello SMSI

- Allocuzione pronunciata dal presidente della Confederazione il 16 novembre all'apertura dello SMSI, e censurata dalla televisione tunisina. (fonte: infosud-wsis.info - in francese).

- Allocuzione pronunciata da Shirin Ebade, della Federazione Internazionale dei Diritti Umani e Premio Nobel per la pace, il 16 novembre all'apertura dello SMSI. Anche questa allocuzine è stata censurata dalla televisione tunisina. (fonte: infosud-wsis.info - in francese).


*****


Tuttavia il 17 si è potuuto tenere il dibattito "Expression Under Repression", che prima le autorità tunisine hanno cercato di vietare in quanto "non compatibile con il tema dello SMSI, "ICT for Development" (TIC per lo sviluppo:

- American Company Helps Tunisia Censor the Internet, sul blog di Rebecca McKinnon, 16 novembre 2005: tema proposto da lei per il dibattito (in inglese).

- Dallo stesso blog: Expression Under Repression, 17 novembre 2005: testo della sua presentazione del dibattito (in inglese).

- WSIS: Expression Under Repression, 17 novembre 2005: Reso conto del dibattito su Netzpolitik.org (in tedesco).

*****


Va notata l'importanza dei blog dei partecipanti della società civile allo SMSI. Questi "bloggatori" sono più veloci dei media tradizionali, e di solito meglio informati, perché da anni lavorano dall'interno alla preparazione dello SMSI. Quando è stato censurato Samuel Schmid (vedi sopra), la notizia circolava già nei blog prima ancora che avesse finito il suo discorso.

Un tempo i blog - come l'internet all'inizio - formavano una specie di giungla dov'era difficile orientarsi. Oggi, con i programmi che permettono di aggregare i blog secondo tematiche, è molto più semplice.

Le informazioni sullo SMSI riportate qui sono state tutte reperite in siti aggregatori, come http://www.wsisblogs.org di Andy Carvin (vedi la parte Blog aggregati (*) e SMSI/WSIS in Uno SMSI senza solidarietà tra ricchi e poveri, senza condivisione dell’internet e senza libertà?, 11 novembre, qui).
 
 
14 November 2005 @ 12:09 pm
Adesso è possibile aggiungere dei tag (parole chiave) tematici ad ogni messaggio dei blog livejournal. Su questo blog stiamo aggiungendo questi tag, in ordine cronologico inverso: per ora siamo giunti all'inizio di luglio 2005.

Cliccando su un tag in un messaggio, potrete vedere tutti i messaggi del Bollettino di ADISI che trattano dello stesso tema.

Potete anche consultare la lista completa dei tag.

Ulteriori informazioni (in inglese) nella sezione "tag" delle FAQ di Livejournal.
 
 
Oggi, a una settimana dell'apertura della seconda fase del Summit Mondiale per la Società dell'Informazione (SMSI), ha avuto luogo a Berna la conferenza stampa di comunica-ch, la Piattaforma Svizzera per la Società dell'Informazione, di cui ADISI fa parte.

Comunicato stampa distribuito ai partecipanti:
- in francese, con in allegato le relazioni distribuite
- in italiano, senza allegati

Dal comunicato in italiano
:

A rischio di essere vuoto di contenuti, il Summit di Tunisi si presenta sempre di più come una cauzione del regime del presidente Ben Ali. Si sta organizzando un Summit dei Cittadini a lato dello SMSI, con il sostegno della società civile svizzera. L’appello è lanciato alle autorità svizzere.(continua...)

Alcuni siti sullo SMSI/WSIS:

- Summit dei Cittadini per la Società dell'Informazione (in francese e inglese)
- SMSI/WSIS (sito ufficiale- in francese, inglese, spagnolo, russo, arabo e cinese)
- WSIS-online (in inglese e francese)
- Sito della Heinrich Böll Foundation sullo SMSI (in tedesco e inglese - vedi anche l'ottima lista di link).
- Tunis 2005 - L'info au sommet, un'iniziativa di - Infosud, con Swissinfo, IPS, Enda e Panos (in francese e inglese) RSS feed su feedburner.com(*)
- Dossier WSIS (menù delle pagine e dei link di ADISI sulla prima fase dello SMSI - Ginevra, dicembre 2003)

Blog aggregati (*) e SMSI/WSIS

- WSISBlogs (aggregati da Andy Carvin)
- WSIS Blogs (aggregati da Roberto Guerra)
- technorati tags:WSIS (technorati indicizza e aggrega tematicamente 21'000'000 di blog)

(1) Per cosa siano gli RSS feed di siti dinamici come i blog e la loro aggregazione, vedi in questo bollettino: Firefox 1.0 è uscito oggi. Novità: il "newsreader incorporato", 09/11/04. E per l'aggregazione in una pagina web, il paragrafo Aggregatori Web nella voce RSS di Wikipedia in italiano.
 
 
19 October 2005 @ 01:13 pm
La pagina degli RSS feed preferiti di ADISI, presso Bloglines, è un newsreader, vale a dire che permette di visualizzare vari blog ed altri siti dinamici pertinenti alle tematiche trattate da ADISI in una sola finestra e in tempo reale, tramite i loro feed RSS.
Oggi vi sono state aggiunte nuove risorse sull'uso dei blog nell'educazione e sul giornalismo online.
 
 
Da Giovanni Ziccardi's Blog: Internet, (paura del) terrorismo e libertà:

Di ritorno dalle vacanze, il problema del rapporto tra Internet, terrorismo e richiesta (da parte di alcuni) di maggiore sicurezza, e minor privacy, è all'ordine del giorno.

Ho sulla scrivania due documenti. Il testo del decreto legge italiano con il cosiddetto pacchetto antiterrorismo (su Interlex. http://www.interlex.it) Manlio Cammarata ha fatto un primo, intelligente commento) e un documento uscito nel marzo scorso dai lavori di The International Summit on Democracy, Terrorism and Security, che è postato anche sul Blog di Barlow, http://barlow.typepad.com. (...)


Il resto del testo si trova su http://ziccardi.typepad.com/giovanni_ziccardis_blog/2005/09/internet_paura_.html

Un link a Giovanni Ziccardi's Blog è stato aggiunto alla pagina/newsreader (1) dei blog preferiti di ADISI, http://www.bloglines.com/public/adisi, nella cartella "Diritto Informatico".

(1) Su newsreader e RSS feed, vedi Firefox 1.0 è uscito oggi. Novità: il "newsreader incorporato" su questo bollettino, 9 novembre 2004.
 
 
Da Malicious Website / Malicious Code: Katrina News Email Scam
Websense®
1° Settembre 2005:

Websense Security Labs™ ha ricevuto molte segnalazioni di una nuova truffa via e-mail, che invoglia gli utenti a visionare un sito maligno. Il messaggio contiene un breve aggiornamento sull'uragano Katrina, seguito da un link verso la storia completa. Questo sito contiene un Javascript, che cerca di sfruttare due vulnerabilità del menù di aiuto di Explorer. Microsoft ha affrontato queste vulnerabilità in http://www.microsoft.com/technet/security/bulletin/MS05-001.mspx.

Se l'una o l'altra di queste vulnerabilità non è stata corretta, un worm di tipo troiano "downloader" viene installato sul terminale/PC, e incomincia a scaricare un secondo file maligno, anch'esso un troiano. Il secondo worm è in grado di aprire una "backdoor", un accesso che conferisce all'attaccante il controllo totale del terminale/PC.

La tecnica, la vulnerabilità e il Trojano utilizzati in questo attacco sono quasi identici a quelli utilisati in una truffa via e-mail con notizie dall'Iraq all'inizio di agosto. (...)


La pagina http://www.websensesecuritylabs.com/alerts/alert.php?AlertID=272 dà un esempio di questi e-mail, e un'illustrazione del sito con il javascript.

*****


Inoltre, come con tutte le catastrofi naturali, ci sono sciacalli che le sfruttano per incitare il prossimo a versare soldi ad associazioni fasulle, o tramite siti che assomigliano a siti di associazioni genuine.

ADISI può raccomandare come sicuro, sia per le informazioni sulle persone scomparse/trovate, sia per i link ad associazioni di aiuto genuine, il sito/portale Katrina Aftermath, allestito da Andy Carvin, che dirige il Digital Divide Network, e aveva già allestito un altro sito/portale simile come strumento per la coordinazione dei soccorsi subito dopo lo tsunami di dicembre, http://www.tsunami-info.org/.

*****


international blogging for disaster relief day - cliccando su questo link, accederete a una pagina di technorati con link ai blog con informazioni sulle operazioni di soccorso per le vittime di disastri naturali, i cui autori hanno aderito all'iniziativa di networking "international blogging for disaster relief day".
 
 

L'8 giugno 2005, la Electronic Frontier Foundation (EFF) ha pubblicato EFF: Legal Guide for Bloggers ("EFF: guida giuridica per i bloggatori"). Nonostante il fatto che l'EFF specifichi in<http://www.eff.org/bloggers/lg/faq-overview.php#4>
che questa guida
vale soltanto per gli USA e non per altri paesi dove spesso la legge protegge meno la libertà di espressione, riteniamo che possa avere un valore orientativo, fosse
soltanto perché le problematiche elencate sono le stesse ovunque, anche se le risposte delle leggi variano da paese a paese.

Per questo motivo offriamo sotto il link ad una nostra traduzione informale della descrizione di EFF: Legal Guide for Bloggers ad opera di Jill E. Vaile, nella
speranza che qualche giurista nostrano o studente di diritto adatti questa guida in funzione delle leggi svizzere – un adattamento locale comunque auspicato anche dagli autori di questa guida.


Vedi anche la lettura critica di questa guida offerta da Taran Rampersad nel suo blog, KnowProSe.com, il 17 giugno 2005.


Traduzione informale della descrizione di EFF: Legal Guide for Bloggers data da Jill E. Vaile sulla lista
Net-Gold,21 giugno 2005 (descrizione originale in <http://groups.yahoo.com/group/Net-Gold/message/6720>):

 
 
Questa sera abbiamo intervistato Nancy Willard, del Center for Safe and Responsible Internet Use, per la trasmissione Tam Tam.

Ci ha parlato del modo in cui bambini e ragazzi utilizzano chat, bollettini di discussione e blog, e in particolare dei loro comportamenti a rischio - per loro stessi e per altri.

Fuori registrazione, abbiamo parlato del documento della Electronic Frontier Foundation (EFF), How to Blog Safely (About Work or Anything Else) (Vedi, qui, Come bloggare senza correre rischi). Nancy Willard aveva un'obiezione al testo dell'EFF che ci ha poi mandata per e-mail con l'autorizzazione di pubblicarla qui. Eccola:

The recent EFF document provided some helpful guidance on protecting
privacy. Unfortunately, this document failed to provide guidance on
responsible standards for online publishing. There are responsible and
irresponsible ways to discuss issues, including controversial issues. Anyone
who publishes online should understand the legal ramifications of postings
that involve defamation and invasion of privacy. People are not, and should
not be, able to say anything they want to about others regardless of the
harm they cause.

Nancy Willard


(traduzione: "Il documento recente della EFF offriva alcuni consigli utili su come proteggere la propria privacy. Purtroppo questo documento non offriva linee direttive su norme di responsabilità per la pubblicazione online. Ci sono modi responsabili e irresponsabili di discutere tematiche, ivi comprese le tematiche controverse. Chiunque pubblica online dovrebbe capire le implicazioni giuridiche di messaggi che coinvolgono la diffamazione e l'invasione della privacy. La gente non può, e non dovrebbe potere, dire qualsiasi cosa voglia a proposito di altri senza tener conto dei danni che può arrecare ad altri")
 
 
08 April 2005 @ 11:03 am
Il 6 aprile 2005, la Electronic Frontier Foundation (EFF) ha pubblicato How to Blog Safely (About Work or Anything Else):

I Blog sono una specie di incrocio tra telefonate private e giornali. Sono uno strumento perfetto per condividere la vostra ricetta preferita di mousse al ciocolato con amici - o per difendere i principi fondamentali della democrazia, avvertendo il pubblico che un funzionario corrotto prende bustarelle dal vostro datore di lavoro. Se bloggate, non ci sono garanzie che raggiungerete migliaia di lettori. Ma almeno alcuni troveranno il vostro blog, e forse saranno coloro che meno desiderate o aspettate. Possono includere datori di lavoro attuali o potenziali, colleghi, i vostri vicini; la/il vostra/o consorte o partner, parenti - e chiunque sia abbastanza curioso da inserire il vostro nome, indirizzo e-mail o pseudonimo web in Google o Feedster e da cliccare su qualche link. (...)


La EFF dà un elenco di consigli semplici che permettono di evitare sorprese spiacevoli:

1. Utilizzate uno pseudonimo e non date particolari che permettano di identificarvi
2. Utilizzate tecnologie anonimizzanti
3. Restringete l'accesso al vostro blog
4. Impedite ai motori di ricerca di repertoriare il vostro blog


(questi sono soltanto i sottotitoli; per il testo completo vedi http://www.eff.org/Privacy/Anonymity/blog-anonymously.php)

Segue una sezione su come bloggare senza venire licenziati (riferita però al diritto del lavoro US).

Conclusione della EFF:

Bloggate senza paura

Oggi i Blog attirano molta attenzione. Non potete più - se è mai stato possibile - dare per scontato che le persone che fanno parte della vostra vita offline non scopriranno il vostro blog. I nuovi strumenti e servizi RSS permettono di scandagliare e aggregare ancora più facilmente i messaggi dei blog. Però finché bloggherete anonimamente e senza mettere a repentaglio il vostro lavoro, quel che direte online rischierà molto meno di tornarvi in faccia e di danneggiarvi


Testo completo in http://www.eff.org/Privacy/Anonymity/blog-anonymously.php
 
 
(Bonnie Bracey ha sostenuto ADISI sin dall'inizio, lasciandoci utilizzare i suoi testi, ed è stata tre volte ospite dell'edizione 2003-2004 della nostra trasmissione Tam Tam.)

Il titolo completo del suo nuovo blog - iniziato a gennaio - è Chalk and Technology Talk..Creating Learning Landscapes ("Discussioni su gesso e tecnologia... Creando nuovi paesaggi di apprendimento", più o meno), ed è ospitato presso il Digital Divide Network

. Questo blog contiene una sua biografia, una lista dei suoi link preferiti e, soprattutto, le sue vivaci riflessioni sull'educazione nella società dell'informazione - dove la tecnologia viene vista come un mezzo per allargare il "paesaggio di apprendimento" degli allievi, e non come uno scopo a se stante. Ecco l'inizio del suo testo Reinventing Schools and Learning With Games (04.02.2005):

Ho imparato ad insegnare tutto ciò che mi permetteva di ottenere l'attenzione dei bambini.

Una volta ho portato alcuni ragazzi a un parco giochi. Mi ritrovavo con tutti i ragazzi che nessuno voleva. Sono andata in bagno e dopo non riuscivo più a trovarli. Cinque minuti più tardi li ho ritrovati, chinati con riverenza su un gioco. Sembravano pregare. Non mi vedevano nemmeno. Quei ragazzi, riputati incapaci di apprendere , stavano introducendo sfumature nel gioco, condividevano, imparavano e si aiutavano a vicenda. E badate, eravamo in un parco giochi con montagne russe, cibo, divertimenti, e tante altre attrazioni. È passata un'ora, mi pare, prima che si accorgessero che ero lì.

Il gioco era uno di quelli dove si trascina una bionda per i capelli e si fa ogni tipo di prodezze guerriere. Ho giocato una volta e mi è sembrato stupido... ma ho imparato che i giochi richiamavano l'attenzione dei ragazzi. Allora ho cominciato a riflettere sui giochi, e a cercare giochi educativi. In un certo modo, non sembra possibile conciliare le due parole. Invece sì.

Questo vi ricorda qualcosa?

Gli occhi degli allievi lucicano dall'anticipazione. Le loro dita s'incurvano leggermente sopra i terminal dei computer, aspettando di trarne le soluzioni a problemi sempre più difficili che appaiono sugli schermi. Qualsiasi insegnante sarebbe eccitato da una tale concentrazione e ricettività. Ma quei bambini non sono a scuola; stanno giocando in una video arcade.

Tratto dal rapporto Reinventing Schools della National Academy of Sciences.

http://www.nap.edu/readingroom/books/techgap/navigate.cgi (...)
 
 
23 March 2004 @ 08:38 pm

I blog o weblog sono dei giornali di bordo sul web. Sono spesso usati come diari personali; ci sono blog  di giornalisti che a volte anticipano i servizi che fanno per i media (che a volte si arrabbiano e chiedono loro di smettere con il blog); ci sono blog di universitari: ad es. il blog di Lawrence Lessig, professore di diritto informatico all'università di Stanford.

Quindi i blog hanno un ché di egocentrico, di unidirezionale: persino in quelli che permettono i commenti , c'è un "io" che conciona e ci sono altri che commentano.

Ma...

Una classe del liceo di Bellinzona ha deciso invece che si poteva usare il blog per collaborare:

IL VOSTRO FARO  serve loro per i compiti, e in effetti la struttura cronologica dei blog si adatta bene a questo. Un paio di anni fa, LIBEX aveva già offerto qualcosa del genere sul suo sito. Forse arriveremo anche qui all'uso normale, sanzionato dalle scuole e con collaborazione dei docenti, di questi strumenti di apprendimento.

Intanto la strada la stanno mostrando gli studenti, soprattutto nel non farsi condizionare dalle definizioni, ma nell'usare ciò che c'è a disposizione se può servire un loro scopo.

Si possono facilmente aggiungere a un blog vari altri strumenti se c'è la possibilità di mettere dei link nella "cornice fissa" del diario (ed è il caso di "Il vostro faro"):

  • un motore di ricerca gratuito (ad es. creato presso www.freefind.com )
  • un sito dove aprire spazi collaborativi un po' più ricchi (ad es . www.mayeticvillage.fr o SLATE  per le ricerche di gruppo
  • i blog di ciascuno studente, ecc

La struttura "a diario" come il diario dei compiti cartaceo, ma con una cornice fissa, permette molte varianti ed aggiunte.

18 ottobre 2005: è cambiato l'indirizzo web di IL VOSTRO FARO. Adesso: http://compitionline.splinder.com/

 

 
 
17 March 2004 @ 12:59 am
Come abbiamo spiegato sul vecchio Bollettino di ADISI, abbiamo deciso di trasferire il Bollettino qui, sia per un motivo di accessibilità (qui si possono ingrandire i caratteri usando la funzione "taglia del testo" del navigatore/browser - sia perché qui, potrete aggiungere i vostri commenti ad ogni notizia pubblicata.
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