17 February 2006 @ 09:39 pm
Non mi bloggo davanti a nulla
Il diario virtuale online ha contagiato anche la Svizzera italiana, sull'onda del successo del blog di Beppe Grillo. In ogni caso, il diario virtuale non sostituirà quello cartaceo.
Patrick Mancini

Cooperazione 15.02.06

Malgrado il titolo tirato per i capelli e l'inesattezza della prima frase del corsivo (1), l'articolo di Patrick Mancini contiene spunti interessanti. Ad esempio Grillo dice:

«E sta proprio qui la novità (...). Qualsiasi utente può divulgare informazioni. Se queste sono errate, sarà il popolo della rete a smentirle. Non la stampa, non la televisione, non l'istituzione di turno».

E Gabriella Bernasconi dà un esempio interessante di blog "settoriale", intorno al quale si creano dibattiti:

«Ho creato www.kosmo.splinder.com perché volevo parlare e far parlare di musica - racconta -. Talvolta mi riferisco anche alle mie intimità, ma sono abbastanza introversa. Adoro, però, le dinamiche che vengono a crearsi in seguito alle mie opinioni».

Soprattutto, l'articolo contiene un'intervista a Marco Cortesi, uno degli ideatori di iobloggo.com:

A colloquio con il responsabile della piattaforma ticinese.
Cooperazione: Dal diario di carta a quello virtuale. È un fenomeno irreversibile?

Marco Cortesi: Non credo che tutte le persone che prima tenevano un diario cartaceo, ora abbiano un blog. Sono due strumenti diversi: il primo permette di esprimere le proprie emozioni in maniera estremamente privata, intima. Il secondo è «pubblico», interattivo.
Pare che il diario di carta sia un mezzo utilizzato prevalentemente da un pubblico femminile...
Per i blog è diverso! Il «virtuale» attrae anche i maschi. Forse per la sua immediatezza o per la sua dimensione tecnologica. Ad esempio, il 40% degli iscritti a iobloggo.com è di sesso maschile.

Il blog è un fenomeno esclusivamente giovanile?
No. Mentre il diario classico solitamente viene abbinato all'adolescenza, il blog può avere utenti quattordicenni, ma anche cinquantenni. Probabilmente è il confronto con le opinioni altrui ad incoraggiare persone di differenti fasce di età a comunicare attraverso la rete.
Si sostiene che il diario in Internet possa essere un importante strumento di denuncia. È d'accordo?
Come qualsiasi altro mezzo legato alla rete è molto difficile da controllare, limitare e censurare. Ecco perché è facilmente utilizzato per esprimere cose che non si potrebbero dire attraverso altri media.

Alcuni fatti che appaiono sui blog, non potrebbero essere inventati?
Certamente. Non si può mai sapere fino a che punto i contenuti di un blog siano legati alla realtà. Sono numerose le «blogstar» (cioè i blogger famosi) che, in verità, non esistono. E lo dichiarano pure. Ma forse per gli utenti curiosi questo non ha importanza: quello che conta per loro è trovare qualcosa di interessante o divertente da leggere.

***


Le utilizzazioni possibili dei blog non sono affatto limitate al diario intimo. A qualche ora della rottura delle dighe a New Orleans durante il ciclone Katrina, Andy Carvin ed altri aprirono http://katrina05.blogspot.com, per facilitare la coordinazione dei soccorsi e la ricerca delle persone scomparse, con istruzioni brevi e chiare su come inserire e descrivere fotografie in un album online di flickr.com, o come utilizzare il cellulare per scrivere sul blog.

Sarebe tempo di farla finita con quel luogo comune del blog come scrittura intimista.

Inoltre, nemmeno il diario personale su carta si limita(va) a descrivere sentimenti e magoni. Quando Saverio Tutino lanciò il Premio del Diario a Pieve S. Stefano 1984 (che diede nascita all'Archivio Diaristico Nazionale italiano), il progetto mirava a far comunicare i diaristi isolati, ma anche a dare una lettura diversa della storia:

Nel creare la città dei diari, a Pieve Santo Stefano, siamo partiti dalla convinzione che tutti gli scriventi, anche quelli delle pagine più intime, desiderano essere letti almeno da un’altra persona. (...)E sappiamo una cosa: solo quando ognuno di noi avrà scoperto l’intima soddisfazione di conoscere ognuno degli altri che scrivono di sé, si sarà raggiunto un rapporto naturale fra la storia delle persone e la storia di tutti.
Saverio Tutino, I libri della nostra memoria

Sarebbe stato interessante chiedere a un ricercatore dell'Archivio Diaristico Nazionale un parere su diari cartacei e blog...

(1) Il blog di Beppe Grillo è molto interessante e molto seguito, però i ticinesi non lo hanno aspettato per scoprire le utilizzazioni possibili dei blog. Sono le redazioni della stampa tradizionale ad aver bisogno di un "nome che tira" per interessarsi a un fenomeno - e di solito sono anch'esse a scrivere titoli e corsivi.

(C.A.)
 
 
Da cominica-ch, la piattaforma svizzera per la società dell'informazione:

Comunicato stampa - Società dell’informazione: una Svizzera priva di visione

18 gennaio 2006

Oggi il Consiglio federale ha adottato una nuova strategia sulla società dell’informazione. Per i rappresentanti della società civile e degli ambienti professionali coinvolti, questo testo, che orienterà le azioni dell’amministrazione negli anni futuri, è il frutto di un consenso privo di visione e di ambizione. I membri di comunica-ch chiedono che venga organizzata un’assemblea generale (Etats généraux).

Per comunica-ch, la nuova strategia adottata oggi non è all’altezza delle sfide economiche, politiche e sociali che si annunciano nella società dell’informazione. In effetti, in questo testo, vari aspetti fondamentali non vengono menzionati, o sono appena sfiorati. Gli effetti negativi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) - come ad esempio cybercriminalità, dipendenza, sorveglianza e conservazione dei dati ai danni dei diritti civici - appaiono soltanto brevemente. Non è menzionata la nozione di dominio pubblico, che permette di garantire che la privatizzazione delle fonti non limiterà l’utilizzazione dell’informazione ai più abbienti. In realtà, la nuova strategia si presenta come un bilancio di misure esistenti o in via di implementazione, piuttosto che come un’analisi delle sfide del futuro.

A due mesi della seconda parte del Summit Mondiale sulla Società dell’Informazione (SMSI), la nuova strategia fa anche marcia indietro rispetto alle proposte difese dal nostro governo sulla scena internazionale. Durante lo SMSI, il nostro governo si è impegnato a favore del pluralismo dei media e dell’esistenza di un servizio audiovisivo pubblico, invitando anche a tener conto dei media comunitari e locali, essenziali per lo sviluppo e la transizione verso la democrazia dei paesi del Sud. Ha inoltre riconosciuto l’importanza dei software liberi: un aspetto importante in questo momento, quando varie città e collettività svizzere investono risorse nel cambiamento di software, per limitare i costi e rendersi indipendenti dai grandi produttori. Nella nuova strategia nazionale, l’importanza di questi due aspetti non viene riconosciuta, e non vi è alcuna proposta innovatrice in merito.

La coalizione comunica-ch ritiene che le mancanze di questo risultano sia da una mancanza di ambizione sia da una procedura di consultazione scarsa. Comunica-ch chiede al Consiglio Federare di avviare una vera collaborazione con tutti gli attori coinvolti del nostro paese, di cui la prima tappa sarebbe l’organizzazione di un’assemblea generale della Società dell’Informazione (Etats généraux de la société de l’information) .

Contatti per comunica-ch
- Claude Almansi, ADISI, tel. 076 401 85 69 (italiano)
- Mathieu Fleury, Impressum, tel. 078 661 29 29 (francese)
- Chantal Peyer, Pain pour le prochain, tel. 021 614 77 10 o 079 759 39 30 (francese)
- Wolf Ludwig, Comedia, tel. 079 204 83 87 (tedesco)


URL: http://www.comunica-ch.net/article.php3?id_article=282

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È stata presentata oggi la nuova strategia del Consiglio Federale per la società dell'informazione. Diamo qui il comunicato stampa del DATEC, reperibile in http://www.bakom.ch/it/medieninfo/medienmitteilungen/uvek/artikel/01754/index.html

Comunicato stampa DATEC

Il Consiglio federale adotta le modifiche della strategia per una società dell'informazione in Svizzera
Il Consiglio federale ha rivisto la sua strategia per una società dell'informazione in Svizzera varata nel 1998. Ora pone l'accento sull'amministrazione elettronica (eGovernement) e sull'impiego delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) nel settore della sanità (eHealth). Il Collegio ha inoltre preso atto del VII rapporto del gruppo di coordinamento Società dell'informazione (rapporto GCSI).

TIC al servizio di tutti: i provvedimenti

La strategia per una società dell'informazione mira a mettere le tecnologie dell'informazione e della comunicazione al servizio di tutti e deve essere applicata in primo luogo dalla Confederazione. Poiché molti temi legati alla società dell'informazione sono di pertinenza cantonale o toccano vari livelli di competenza (eGovernment, formazione, ecc.), il Consiglio federale conferisce particolare importanza alla collaborazione e al coordinamento con gli altri livelli statali.

La strategia comprende sette settori nei quali è necessario intervenire: economia, sicurezza e fiducia, formazione democratica dell'opinione e della volontà, amministrazione elettronica, istruzione, cultura, salute e sanità pubblica. Dal 1998 sono in corso vari lavori in questi ambiti e finora sono già stati raggiunti numerosi obiettivi. Il Consiglio federale ha ora deciso di rielaborare alcuni campi e di fissare le priorità future.

Nel settore eGovernment dovrebbe essere formulata una strategia a livello nazionale. L'impiego delle TIC dovrebbe permettere di offrire prestazioni statali di qualità in modo trasparente, efficiente ed economico. Il Consiglio federale si prefigge di portare la Svizzera ai vertici delle classifiche internazionali per quanto riguarda l'eGovernment. Inoltre, a livello federale si prevede di elaborare un concetto e un piano d'azione per assicurare il trattamento standardizzato dei dati e dei documenti elettronici, dalla creazione all'archiviazione.

Il Consiglio federale si ripromette di aumentare l'efficacia anche del settore sanitario grazie all'utilizzo delle TIC. La strategia contempla ora anche salute e sanità pubblica, settore in cui oltre alla carta sanitaria/d'assicurato, si prevede di formulare una specifica strategia nazionale che comprenda ulteriori provvedimenti.

Elaborazione della strategia
Nel maggio del 2004, il Comitato interdipartimentale Società dell'informazione (CI SI), organo che dal 1998 coordina i lavori della Confederazione in materia, ha rielaborato la strategia assieme a numerosi specialisti della Confederazione, dei Cantoni (CdC, CDPE, CDS, ecc.) del mondo scientifico (ETH, Uni ZH, Idhéap ecc.) e a organizzazioni d'interesse (Economiesuisse, comunica-ch etc.). Il CI SI è composto da rappresentanti di tutti i Dipartimenti e della Cancelleria federale sotto la direzione dell'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM), dove ha sede pure il Servizio di coordinamento Società dell'informazione.

Nel rielaborare la strategia è apparsa chiara la molteplicità dei temi che potrebbero essere inclusi nella discussione sulla strategia per una società dell'informazione. Infatti, mentre secondo gli uni la strategia è troppo ampia, altri sostengono che i lavori debbano essere il più possibile completi dal punto di vista contenutistico e includere, oltre alla Confederazione, anche rappresentanti del settore economico e della società. Il Consiglio federale ha però deciso di concentrarsi sui provvedimenti prioritari.

Informazioni dettagliate
www.infosociety.ch

I documenti seguenti sono disponibili solo in formato pdf. Cliccare sul titolo desiderato.

Strategia del Consiglio federale per una società dell'informazione in Svizzera (83 kb)

VII rapporto annuale del GCSI (660 kb)


Il rapporto è disponibile in tedesco, francese, italiano e inglese e può essere anche ordinato telefonicamente allo +41 32 327 57 27 o via e-mail a infosociety@bakom.admin.ch.


DATEC Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Servizio stampa

Informazioni:
Peter Fischer
Direttore supplente Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM)
+41 32 327 55 99

- Mercoledi, 18 gennaio 2006 -
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17 January 2006 @ 11:41 am
ADISI sarà ospite di Mirella De Paris su Rete 1 della Radio Svizzera di lingua italiana RSI di SSRSRG Idée Suisse

giovedì 26.1 alle 17.10

Titolo della puntata:

“L’EDUCAZIONE DI UNA SOCIETA’ IN RETE: UN BILICO FRA REALTA’ E PREGIUDIZI”.

Sarà infatti una puntata per fare il punto sulle scelte , la conoscenza e le responsabilità individuali (o famigliari) nell’uso delle tecnologie telematiche.

Interverranno:

Prof. Lorenzo Cantoni   USI Facoltà Scienze della Comunicazione
Claude Almansi resp. Formazione e Informazione di ADISI
G. Rengucci Presidente di ADISI




 
 
Su Game Over dell'IFPI, vedi anche http://www.livejournal.com/users/adisi/tag/game+over

Il testo che segue è tratto da Briefe der IFPI Schweiz an die Provider, Netzpolitik, 21.12.2005.
(Netzpolitik difende i diritti degli utenti dell'internet, ed è anche molto accurato nell'informazione. Quindi in linea di massima ci sono buoni motivi per presumere che le lettere scaricabili dall'articolo siano autentiche). Traduzione:


Da un po' più di un mese l'IFPI Svizzera ha lanciato la campagna "Game Over". Questa campagna mira a procedere contro chi condivide file online. L'IFPI sta attualmente spedento lettere ai provider internet (PDF in tedesco), esigendo che essi "prendano misure efficaci per porre un termine a queste circostanze contrarie alla legge e per fermare la riproduzione e diffusione non autorizzata". Inoltre l'IFPI esige che i provider le consegnino i dati personali corrispondenti ai numeri IP che indica, oppure che mandino direttamente alla persona in questione un'altra lettera acclusa (PDF in tedesco) e una dichiarazione in di ammissione di colpa (PDF in tedesco).

Dal tono minaccioso si può probabilmente dedurre che l'azione dell'IFPI è giuridicamente dubbia. Nelle lettere viene quasi tralasciato il fatto che in base alle leggi esistenti, come quella sulla protezione dei dati ma anche la Legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (così come l'ordinanza OSCPT), non esiste nessun obbligo di fornire informazioni a un'organizzazione come l'IFPI.

Una disamina esauriente dell'azione dell'IFPI si trova (in tedesco) su Heise.

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Sull'iniziativa ePower, vedi anche su questo bollettino "ePower-Initiative", 6 dicembre 2005.

Ieri abbiamo aggiunto una pagina forum allo spazio-wiki dedicato a ePower aperto da ADISI.

Non era indispensabile: ogni pagina dello spazio-wiki è corredata di una pagina di discussione. E ogni nuova discussione e ogni nuovo messaggio in una discussione vengono automaticamente registrati nella pagina Recent Changes in swiss-epower-initiative - showing comments.

Però abbiamo pensato che radunare la maggior parte dei comenti in una pagina sarebbe comodo ;-)

Per rispettare la diversità linguistica, il forum è multilingue. Vedi la prima discussione Perché / Pourquoi / Warum ePower.


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06 December 2005 @ 02:56 pm
Il 19 dicembre si sono radunati a Berna rappresentanti del mondo politico e dell'economia per formulare la Swiss ePower-Initiative. Tra i promotori, c'è anche il consigliere federale Joseph Deiss.

Il sito ufficiale dell'iniziativa offre soltanto versioni in tedesco e in francese dell'iniziativa, e in PDF. Di consequenza abbiamo aperto un wiki dove si trova il testo dell'iniziativa in html, con anche una versione italiana. Inoltre, siccome il wiki è aperto a tutti, permetterà a tutti di discutere liberamente i vari aspetti dell'iniziativa, che presenta alcuni aspetti - appunto - degni di discussione. vedi:

Swiss ePower Initiative su wikispaces.com.

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Egregi censurati dello SMSI

- Allocuzione pronunciata dal presidente della Confederazione il 16 novembre all'apertura dello SMSI, e censurata dalla televisione tunisina. (fonte: infosud-wsis.info - in francese).

- Allocuzione pronunciata da Shirin Ebade, della Federazione Internazionale dei Diritti Umani e Premio Nobel per la pace, il 16 novembre all'apertura dello SMSI. Anche questa allocuzine è stata censurata dalla televisione tunisina. (fonte: infosud-wsis.info - in francese).


*****


Tuttavia il 17 si è potuuto tenere il dibattito "Expression Under Repression", che prima le autorità tunisine hanno cercato di vietare in quanto "non compatibile con il tema dello SMSI, "ICT for Development" (TIC per lo sviluppo:

- American Company Helps Tunisia Censor the Internet, sul blog di Rebecca McKinnon, 16 novembre 2005: tema proposto da lei per il dibattito (in inglese).

- Dallo stesso blog: Expression Under Repression, 17 novembre 2005: testo della sua presentazione del dibattito (in inglese).

- WSIS: Expression Under Repression, 17 novembre 2005: Reso conto del dibattito su Netzpolitik.org (in tedesco).

*****


Va notata l'importanza dei blog dei partecipanti della società civile allo SMSI. Questi "bloggatori" sono più veloci dei media tradizionali, e di solito meglio informati, perché da anni lavorano dall'interno alla preparazione dello SMSI. Quando è stato censurato Samuel Schmid (vedi sopra), la notizia circolava già nei blog prima ancora che avesse finito il suo discorso.

Un tempo i blog - come l'internet all'inizio - formavano una specie di giungla dov'era difficile orientarsi. Oggi, con i programmi che permettono di aggregare i blog secondo tematiche, è molto più semplice.

Le informazioni sullo SMSI riportate qui sono state tutte reperite in siti aggregatori, come http://www.wsisblogs.org di Andy Carvin (vedi la parte Blog aggregati (*) e SMSI/WSIS in Uno SMSI senza solidarietà tra ricchi e poveri, senza condivisione dell’internet e senza libertà?, 11 novembre, qui).
 
 
16 November 2005 @ 04:57 pm
Robe da Tunisi, in toblòg
Numero 104 - 15 Novembre 2005 (Martedì), 18:22:

"Beh, ecco, ieri sera ero stato un po' troppo ottimista: l'accordo sulla governance di Internet più o meno c'è, ma non si è ancora risolto in un accordo vero e proprio e firmato col sangue.

L'intera giornata è stata spesa in indecorose negoziazioni, con gli americani che accetterebbero di eliminare le loro parentesi quadre dal paragrafo 76 (creazione del forum) se gli algerini accettassero di eliminare quelle sul paragrafo 78 (garanzia che il forum non abbia un ruolo di controllo), ma loro non accettano se non vengono eliminate quelle al paragrafo 67, che però sono legate a una lunga discussione sul paragrafo 75, e così via. Piano piano, il testo converge: qui trovate le successive versioni. (continua...)"
 
 
11 November 2005 @ 02:47 pm
Allmend

Allmend è un terreno (prateria, bosco o altro) sfruttato e gestito in comune da uno o più villaggi (vedi Allmend nel Dizionario Storico della Svizzera). È quindi l'equivalente dell'inglese Commons, un concetto ripreso nel progetto Creative Commons.

Digitale Allmend

Digitale Allmend organizza una serie di manifestazioni sulla cultura del libero e su temi collegati ai diritti del cittadino nella società dell'informazione. Traduciamo da Digitale Allmend:

Conosci Wikipedia, i blog, il server Apache o Creative Commons? Nell'ambito della serie di quattro manifestazioni "Digitale Allmend", questi ed altri progetti verranno presentati, discussi e contestualizzati. Esamineremo anche la questione del loro sviluppo futuro. Ad esmpio, Wikipedia e il server Apache sono nati dalla collaborazione di migliaia di persone sparse nel mondo intero. Ci chiediamo chi sono i collaboratori di questi progetti, come mai vi partecipano come volontari, e come regolano la loro collaborazione.

Persone che collaborano attivamente a questi progetti prendono la parola e raccontano dei loro lavori, motivazioni e scopi. Una caratteristica comune di tutti questi progetti è l'autorizzazione esplicita di copiarli e diffonderli, e anche di rielaborarli. Grazie alla possibilità di combinare e modificare contenuti sono nate nuove forme di opere.

Tuttavia, la Digitale Allmend ha anche avversari, poiché tocca agli interessi dell'esistente industria del diritto di autore. Tematizziamo anche questi aspetti controversi, in particolare nel contesto della scena culturale svizzera.


Nel sito troverete anche il programma delle quattro manifestazioni, e le registrazioni ed altri documenti relativi alle prime due delle tre che hanno già vuto luogo. La quarta, "Kultur in der digitalen Allmend: Podcasting, Creative Commons und Musik", si svolgerà il 17 novembre 2005 alle 20:00, nel Clubraum della Rote Fabrik di Zurigo.

È anche possibile iscriversi alla newsletter di Digitale Allmend.
 
 
Oggi, a una settimana dell'apertura della seconda fase del Summit Mondiale per la Società dell'Informazione (SMSI), ha avuto luogo a Berna la conferenza stampa di comunica-ch, la Piattaforma Svizzera per la Società dell'Informazione, di cui ADISI fa parte.

Comunicato stampa distribuito ai partecipanti:
- in francese, con in allegato le relazioni distribuite
- in italiano, senza allegati

Dal comunicato in italiano
:

A rischio di essere vuoto di contenuti, il Summit di Tunisi si presenta sempre di più come una cauzione del regime del presidente Ben Ali. Si sta organizzando un Summit dei Cittadini a lato dello SMSI, con il sostegno della società civile svizzera. L’appello è lanciato alle autorità svizzere.(continua...)

Alcuni siti sullo SMSI/WSIS:

- Summit dei Cittadini per la Società dell'Informazione (in francese e inglese)
- SMSI/WSIS (sito ufficiale- in francese, inglese, spagnolo, russo, arabo e cinese)
- WSIS-online (in inglese e francese)
- Sito della Heinrich Böll Foundation sullo SMSI (in tedesco e inglese - vedi anche l'ottima lista di link).
- Tunis 2005 - L'info au sommet, un'iniziativa di - Infosud, con Swissinfo, IPS, Enda e Panos (in francese e inglese) RSS feed su feedburner.com(*)
- Dossier WSIS (menù delle pagine e dei link di ADISI sulla prima fase dello SMSI - Ginevra, dicembre 2003)

Blog aggregati (*) e SMSI/WSIS

- WSISBlogs (aggregati da Andy Carvin)
- WSIS Blogs (aggregati da Roberto Guerra)
- technorati tags:WSIS (technorati indicizza e aggrega tematicamente 21'000'000 di blog)

(1) Per cosa siano gli RSS feed di siti dinamici come i blog e la loro aggregazione, vedi in questo bollettino: Firefox 1.0 è uscito oggi. Novità: il "newsreader incorporato", 09/11/04. E per l'aggregazione in una pagina web, il paragrafo Aggregatori Web nella voce RSS di Wikipedia in italiano.
 
 
27 October 2005 @ 11:39 pm
Comunicato stampa UFCOM - 27 Oct 2005 20:08:12 +0200

Premiato il ''Cavaliere della comunicazione 2005''


Giovedì sera, in occasione delle giornate biennesi della comunicazione, sono stati premiati i vincitori del concorso ''Cavaliere della comunicazione 2005''. Oltre al tradizionale premio della gioventù, quest'anno è stato per la prima volta assegnato un sussidio di 50'000.- franchi a un progetto in allestimento. Nella sua Laudatio Viviane Reding, Commissaria Ue per la società dell'informazione e i media, ha elogiato il progetto vincitore definendolo un importante contributo a favore delle pari opportunità nella società dell'informazione.

http://www.bakom.ch/it/medieninfo/medienmitteilungen/bakom/artikel/01726/index.html

(fine comunicato stampa UFCOM)

Descrizione dei progetti vincitori

RoSaNa, di Fabian Schweizer (Basilea),
ha vinto il sussidio di 50'000.- cui accenna il comunicato stampa. Sta per Rohlstuhl Satelliten Navigation, navigazione satellitaria in sedia a rotelle. Dalla
Descrizione dei progetti vincitori:

Con l’ausilio delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, questo progetto mira a facilitare la mobilità urbana delle persone con difficoltà motorie. Su computer palmari (PDA, Personal Digital Assistant) dotati di GPS (sistema di posizionamento satellitare) vengono inseriti e costantemente aggiornati dati importanti concernenti la situazione nelle immediate vicinanze. Sono in particolare disponibili informazioni sull’ubicazione delle toilette o dei posteggi per handicappati e sugli ostacoli permanenti o provvisori come ad esempio scale o cantieri.(continua...).

***


Il Premio della Gioventù è andato al team «Medienprojekt E-Learning» della scuola cantonale «Hohe Promenade» di Zurigo per il progetto «Sicurezza in Internet & Free e Open Source Software». Dalla
Descrizione dei progetti vincitori:

Il progetto mira a fornire agli allievi delle scuole medie conoscenze di base sulla sicurezza in Internet e ad approfondire le materie d’insegnamento mediante utili software free e open source. Nell’ambito di un progetto mediatico diretto da Sara Alloatti Boller, un gruppo di allievi ha creato un CD rom educativo. (continua...).
 
 
Andy Carvin è stato premiato dalla Technology Review del Massachusetts Institute of Technology al conocorso TR35, che ha ricompensato 35 innovatori sotto i 35 anni. Dalle descrizioni dei laureati:

Andy Carvin, 34 anni
Digital Divide Network
Portare il potere dell'internet a chi non possiede niente

Come curatore-fondatore nel 1999 e attuale direttore del Digital Divide Network, Andy Carvin ha contribuito a creare una comunità online di più di 7,500 attivisti della tecnologia, educatori, piccoli imprenditori e decisori (policy makers). La loro missione è di concepire rimedi alla disuguaglianza fondamentale dell'era dell'informazione. Carvin promuove anche un modo per dare voce in capitolo agli esclusi (disenfranchised): il mobcasting.

L'idea di Carvin è di combinare l'onnipresenza dei telefoni cellulari con la facilità di aggiungere informazioni nei Web log (blog). Immaginiamo per ipotesi degli militanti dei diritti umani vengono malmenati dalla polizia, senza che sia presente nessun media tradizionale per riportare i fatti. Con i loro telefonini, i militanti potrebbero spedire rapporti multipli su ciò che sta avvenendo - sia in audio sia in video - allo stesso sito. Carvin sta incitndo i programmatori a creare un software per il mobcasting che funzioni anche all'infuori della rete telfonica US. Grazie al mobcasting, suggerisce Carvin, "ad un tratto, le stesse persone che sono vittime acquisicono il potere di testimoniare quasi instantaneamente davanti al mondo.

Testo originale della motivazione: http://techreview.com > cliccare su TR35, poi sulla C. (1)

Vedi anche:
When Mobile Podcasting Leads to Mobcasting
Mobcasting the Future di Taran Rampersad (altro membro del Digital Divide Network)

L'idea di questo bollettino online, e la quasi totalità delle informazioni sulle novità tecnologiche ivi contenute, provengono dalle discussioni sulla mailing list del Digital Divide Network. È quindi con particolare gratitudine che
ADISI congratula Andy Carvin per questa premiazione ampiamente meritata.

(1) Il software di questo blog rifiuta i link interni alle pagine della Technology Review come "markup error")
 
 
Per il sequestro dei dischi dove erano ospitati vari siti Indymedia, vedi qui L'FBI oscura vari siti Indymedia su richiesta della Svizzera e dell'Italia, ma.....

La Electronic Frontier Foundation(EFF)sta chiedendo chiarimenti sulla richiesta di assistenza giuridica reciproca (Mutual Legal Assistance) che ha motivato questo sequestro. Vedi il comunicato stampa EFF Continues Push for Access to Secret Court Order del 16 novembre 2004. Vedi anche Indymedia Server Seizures che riassume la storia del sequestro dei dischi.


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vedi anche http://www.adisi.ch/in-formazione/licenze_CC.htm
 
 
Giovedì 7 ottobre 2004 l'FBI ha sequestrato un server dove erano ospitati vari siti locali di Indymedia, l'organo di informazione degli altermondialisti.

Motivo: una richiesta di assistenza internazionale emanata dalla Svizzera e dall'Italia.

Per quanto riguarda la Svizzera, pare che la richiesta sia stata dovuta a una pagina uscita sul sito di Indymedia Nantes. Il sito è stato oscurato ma si può ancora vedere tramite la cache (l'archivio) di Google.

La pagina in questione mostrava fotografie di due poliziotti che hanno ripreso le indagini sugli incidenti occorsi a Ginevra durante la riunione del G8 a Evian, nel maggio del 2003. Anch'essa si può vedere tramite la cache di Google, ma senza le foto.

Sul sito di Indymedia Svizzera, sabato 9, qualcuno aveva messo un link verso una copia di questa pagina, con le foto. Il link è stato rimosso, per evitare che il sito venga a sua volta chiuso dalla giustizia svizzera.

Tutte le informazioni che precedono sono di dominio pubblico, date ad esempio nei notiziari della SSR SRG Idée Suisse.

La pagina copia esiste ancora, però, ed è ospitata sul sito e sul server di una prestigiosa università americana. Chissà se l'FBI chiederà che venga rimossa? E se l'FBI lo fa, quali sono le possibilità che le autorità universitarie ottemperino? Si andrà fino al sequestro del server?

Ma se viene sequestrato il server, non si moltiplicheranno le altre copie della pagina, come era avvenuto quando era stato oscurato il sito di Appel au peuple (vedi http://www.largeur.com/expArt.asp?artID=1274)?

Inoltre, oltre alla cache di Google, esistono vari siti di archivi.

Certo, va protetta l'immagine di tutti, e nel caso di poliziotti che fanno il loro lavoro, diffondere le loro foto potrebbe mettere a repentaglio la loro incolunnità.

Ma questo episodio illustra bene quanto sia difficile assicurare questa protezione nella società dell'informazione, soprattutto quando bisogna fare i conti con le leggi sulla libertà di espressione. Associazioni di giornalisti hanno già denunciato il sequestro del server che ospitava il sito di Indymedia Nantes.

Quanto all'università americana sul cui server si trova la copia della pagina incriminata, è più che probabile che si appelli al Primo Emendamento della costituzione degli Stati Uniti se l'FBI ne chiede la rimozione.

Vedi i commenti per gli aggiornamenti


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vedi anche http://www.adisi.ch/in-formazione/licenze_CC.htm
 
 

Dalla descrizione della mailing-list per il progetto Infokiosk ( qualche link aggiunto)

La necesità di accellerare gli interventi rafforzati dalle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio rende imperativo l'esame attento delle possibilità di renderle più rapidamente accessibili nei 600'000 villaggi e passa del paese. Una di queste sarebbe di scremare le caratteristiche degli interventi esistenti più atte a permettere questa accelerata diffusione delle TIC. Inoltre, la comprensione dei principali requisiti di sostegno - sia a livello di macro-politica sia nell'inventoriare la domanda e l'offerta di servizi a livello delle comunità o dell'individuo - è indispensabile per far decollare le iniziative di sviluppo con le TIC indiane.

A questo scopo, One World South Asia cerca di lanciare una discussione online durante le prossime 6 settimane. I temi principali identificati per la discussione sono: dimensione sostenibile (scalability), sostenibilità e collaborazione. All'interno di ciascuno di questi temi, i punti focali sarebbero: educazione, salute e mezzi di susistenza.

Gli inviti  a partecipare a questa lista sono partiti il 20 maggio. Il 24 la lista ha cominciato i lavori. Oggi ci sono già 204 iscritti e 19 messaggi, con riferimenti a soluzioni concrete.

E in Svizzera?

In Svizzera non abbiamo un progetto Infokiosk mirante ad introdurre punti pubblici di accesso alle TIC in ogni villaggio per il 2007. Anzi, gli uffici postali che offrivano tale accesso lo hanno soppresso.

In Svizzera abbiamo il think tank Infosociety dell'Ufcom, che propone iniziative come Tour-de-clic: un camion di Postfinanz con 12 computer Mac che va in giro per le grandi città del paese e vi si sofferma un giorno soltanto per avvicinare la popolazione alle TIC.  Infosociety non ha una mailing-list dove tutti possono portare suggerimenti concreti. Ha una newsletter mensile, che esce in due versioni: francese e tedesca.

Certo, da noi, lo sviluppo non è un problema altrettanto vitale. Semmai il nostro problema è l'involuzione.

 

Vedi anche Information Kiosks bring Government services to people’s doorstep, UNDP News, gennaio 2004 (in inglese).