Clicca sull'immagine per vedere l'animazione.

Questa animazione sugli effetti del Digital Rights Management si trova anche in Flash sul sito della Electronic Frontier Foundation, in http://www.eff.org/corrupt/, con link ad ulteriori spiegazioni e possibilità di azione (negli Stati Uniti)
 
 
27 April 2006 @ 10:33 am
NB: cliccare sulle immagini per ingrandirle



Chi è il vero pirata? - campagna della CEA



Questo manifesto fa parte della campagna della Consumer Electronics Association (CEA) contro gli abusi del Digital Rights Management. Vedi Consumer Electronics Association ad campaign slams RIAA (Boing Boing) e Who Are You Calling "Pirate"? (EFF). La  CEA non è una associazione di difesa dei consumatori, bensì di oltre 2100 produttori  di beni elettronici per i consumatori:
CEA represents more than 2,100 corporate members involved in the design, development, manufacturing, distribution and integration of audio, video, mobile electronics, wireless and landline communications, information technology, home networking, multimedia and accessory products, as well as related services that are sold through consumer channels. Combined, CEA's members account for more than $125 billion in annual sales.
Quindi la sua presa di posizione è da prendere in seria considerazione. In effetti, i fautori del Digital Rights Management (DRM), cioè la gestione digitale dei diritti / gestione dei diritti digitali mirano anche a  costringere i produttori di apparecchiature per la riproduzione di contenuti audiovisivi a introdurvi limitazioni tecnologiche che riducono drasticamente la libertà dell'utente.

In vari paesi, questi fautori del DRM sono riusciti ad ottenere leggi che rendono il DRM obbligatorio e fanno della sua circonvenzione un reato penale.  Nel 1996, avevano già ottenuto due trattati dell'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI) con gli stessi scopi: il WIPO Copyright Treaty (WCT) e il WIPO Performances and Phonograms Treaty (WPPT).

In Svizzera è attualmente in corso la revisione della Legge sul Diritto d'Autore (LDA).  Questa revision prevede la ratificazione dei trattati WCT e WPPT dell'OMPI, e l'introduzione nella LDA di articoli che sanciscono il DRM. Per quanto riguarda la sua circonvenzione, invece, il testo della proposta la autorizza se non serve a violare il copyright degli aventi diritto.
Nel contesto della revisione della LDA, l'Istituto Federale della Proprietà Intellettuale (IPI) svizzero ha allestito il sito dirittodautore.ch che mira,  "con fatti e chiarimenti relativi al diritto d’autore, e con le opinioni delle cerchie interessate [a] contribuire alla formazione dell’opinione pubblica". L'intenzione è buona, però il sito offre anche un gioco flash intitolato Support Creative People - Caccia ai pirati!, allestito "con la cortese
collaborazione di Microsoft Schweiz GmbH".  E siccome c'è un link al gioco nel template del sito, il messaggio "Caccia ai pirati!" viene imposto alla lettura di qualsiasi pagina.
E il messaggio del gioco stesso è ancora più preoccupante. Screenshot della pagina delle regole:


Gioco di dirittodautore.ch: regole



Spiacente per il testo in francese: la cortese collaborazione della Microsoft Schweiz GmbH non prende in considerazione la Svizzera Italiana, apparentemente: il gioco esiste soltanto in francese e in tedesco. Traduzione: "Clicca su uno spirito creativo per iniziare il gioco e pilota la sua barca sui 7 oceani. Più il viaggio è lungo, più egli è in grado di sciluppare idee e di barattarle su navi mercantili. Però stai attento, i pirati di idee sono in agguato".  La "pirateria di idee" non esiste, perché le idee non sono protette né proteggibili dalle leggi sul diritto d'autore, basate sulla convenzione di Berna.  Però questa assurdità viene ribadita ossessivamente alla conclusione di ogni partita. Screenshot:

Gioco di dirittodautore.ch: regole


Traduzione: "110 punti creativi. Grazie del tuo aiuto. Purtroppo il tuo spirito creativo è stato saccheggiato molto presto dai pirati di idee. Quindi rinuncia a sviluppare altre idee e si trova già in fabbrica alle 7 del mattino".

Certo, la monotonia e la povertà concettuale del gioco ne limiteranno probabilmente l'effetto. Però l'intenzione di imporre il concetto giuridicamente infondato di una "pirateria di idee" da combattere rimane molto inquietante.  Appartiene a  una strategia gobale, che include anche le notizie all'inizio dei film in DVD comprati o affittati in Italia e in Svizzera, che equiparano il download di film al furto, in contraddizione con la legge vigente.

Tag  Technorati

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L'8 giugno 2005, la Electronic Frontier Foundation (EFF) ha pubblicato EFF: Legal Guide for Bloggers ("EFF: guida giuridica per i bloggatori"). Nonostante il fatto che l'EFF specifichi in<http://www.eff.org/bloggers/lg/faq-overview.php#4>
che questa guida
vale soltanto per gli USA e non per altri paesi dove spesso la legge protegge meno la libertà di espressione, riteniamo che possa avere un valore orientativo, fosse
soltanto perché le problematiche elencate sono le stesse ovunque, anche se le risposte delle leggi variano da paese a paese.

Per questo motivo offriamo sotto il link ad una nostra traduzione informale della descrizione di EFF: Legal Guide for Bloggers ad opera di Jill E. Vaile, nella
speranza che qualche giurista nostrano o studente di diritto adatti questa guida in funzione delle leggi svizzere – un adattamento locale comunque auspicato anche dagli autori di questa guida.


Vedi anche la lettura critica di questa guida offerta da Taran Rampersad nel suo blog, KnowProSe.com, il 17 giugno 2005.


Traduzione informale della descrizione di EFF: Legal Guide for Bloggers data da Jill E. Vaile sulla lista
Net-Gold,21 giugno 2005 (descrizione originale in <http://groups.yahoo.com/group/Net-Gold/message/6720>):

 
 
Questa sera abbiamo intervistato Nancy Willard, del Center for Safe and Responsible Internet Use, per la trasmissione Tam Tam.

Ci ha parlato del modo in cui bambini e ragazzi utilizzano chat, bollettini di discussione e blog, e in particolare dei loro comportamenti a rischio - per loro stessi e per altri.

Fuori registrazione, abbiamo parlato del documento della Electronic Frontier Foundation (EFF), How to Blog Safely (About Work or Anything Else) (Vedi, qui, Come bloggare senza correre rischi). Nancy Willard aveva un'obiezione al testo dell'EFF che ci ha poi mandata per e-mail con l'autorizzazione di pubblicarla qui. Eccola:

The recent EFF document provided some helpful guidance on protecting
privacy. Unfortunately, this document failed to provide guidance on
responsible standards for online publishing. There are responsible and
irresponsible ways to discuss issues, including controversial issues. Anyone
who publishes online should understand the legal ramifications of postings
that involve defamation and invasion of privacy. People are not, and should
not be, able to say anything they want to about others regardless of the
harm they cause.

Nancy Willard


(traduzione: "Il documento recente della EFF offriva alcuni consigli utili su come proteggere la propria privacy. Purtroppo questo documento non offriva linee direttive su norme di responsabilità per la pubblicazione online. Ci sono modi responsabili e irresponsabili di discutere tematiche, ivi comprese le tematiche controverse. Chiunque pubblica online dovrebbe capire le implicazioni giuridiche di messaggi che coinvolgono la diffamazione e l'invasione della privacy. La gente non può, e non dovrebbe potere, dire qualsiasi cosa voglia a proposito di altri senza tener conto dei danni che può arrecare ad altri")
 
 
08 April 2005 @ 11:03 am
Il 6 aprile 2005, la Electronic Frontier Foundation (EFF) ha pubblicato How to Blog Safely (About Work or Anything Else):

I Blog sono una specie di incrocio tra telefonate private e giornali. Sono uno strumento perfetto per condividere la vostra ricetta preferita di mousse al ciocolato con amici - o per difendere i principi fondamentali della democrazia, avvertendo il pubblico che un funzionario corrotto prende bustarelle dal vostro datore di lavoro. Se bloggate, non ci sono garanzie che raggiungerete migliaia di lettori. Ma almeno alcuni troveranno il vostro blog, e forse saranno coloro che meno desiderate o aspettate. Possono includere datori di lavoro attuali o potenziali, colleghi, i vostri vicini; la/il vostra/o consorte o partner, parenti - e chiunque sia abbastanza curioso da inserire il vostro nome, indirizzo e-mail o pseudonimo web in Google o Feedster e da cliccare su qualche link. (...)


La EFF dà un elenco di consigli semplici che permettono di evitare sorprese spiacevoli:

1. Utilizzate uno pseudonimo e non date particolari che permettano di identificarvi
2. Utilizzate tecnologie anonimizzanti
3. Restringete l'accesso al vostro blog
4. Impedite ai motori di ricerca di repertoriare il vostro blog


(questi sono soltanto i sottotitoli; per il testo completo vedi http://www.eff.org/Privacy/Anonymity/blog-anonymously.php)

Segue una sezione su come bloggare senza venire licenziati (riferita però al diritto del lavoro US).

Conclusione della EFF:

Bloggate senza paura

Oggi i Blog attirano molta attenzione. Non potete più - se è mai stato possibile - dare per scontato che le persone che fanno parte della vostra vita offline non scopriranno il vostro blog. I nuovi strumenti e servizi RSS permettono di scandagliare e aggregare ancora più facilmente i messaggi dei blog. Però finché bloggherete anonimamente e senza mettere a repentaglio il vostro lavoro, quel che direte online rischierà molto meno di tornarvi in faccia e di danneggiarvi


Testo completo in http://www.eff.org/Privacy/Anonymity/blog-anonymously.php
 
 
Per il sequestro dei dischi dove erano ospitati vari siti Indymedia, vedi qui L'FBI oscura vari siti Indymedia su richiesta della Svizzera e dell'Italia, ma.....

La Electronic Frontier Foundation(EFF)sta chiedendo chiarimenti sulla richiesta di assistenza giuridica reciproca (Mutual Legal Assistance) che ha motivato questo sequestro. Vedi il comunicato stampa EFF Continues Push for Access to Secret Court Order del 16 novembre 2004. Vedi anche Indymedia Server Seizures che riassume la storia del sequestro dei dischi.


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vedi anche http://www.adisi.ch/in-formazione/licenze_CC.htm