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Questo manifesto fa parte della
campagna della Consumer Electronics Association (CEA) contro gli abusi del Digital Rights Management. Vedi
Consumer Electronics Association ad campaign slams RIAA (Boing Boing) e
Who Are You Calling "Pirate"? (EFF). La
CEA non è una associazione di difesa dei consumatori, bensì di oltre 2100 produttori di beni elettronici per i consumatori:
CEA represents more than 2,100 corporate members involved in the design, development, manufacturing, distribution and integration of audio, video, mobile electronics, wireless and landline communications, information technology, home networking, multimedia and accessory products, as well as related services that are sold through consumer channels. Combined, CEA's members account for more than $125 billion in annual sales.
Quindi la sua presa di posizione è da prendere in seria considerazione. In effetti, i fautori del Digital Rights Management (DRM), cioè la gestione digitale dei diritti / gestione dei diritti digitali mirano anche a costringere i produttori di apparecchiature per la riproduzione di contenuti audiovisivi a introdurvi limitazioni tecnologiche che riducono drasticamente la libertà dell'utente.
In vari paesi, questi fautori del DRM sono riusciti ad ottenere leggi che rendono il DRM obbligatorio e fanno della sua circonvenzione un reato penale. Nel 1996, avevano già ottenuto due trattati dell'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI) con gli stessi scopi: il
WIPO Copyright Treaty (WCT) e il
WIPO Performances and Phonograms Treaty (WPPT).
In Svizzera è attualmente in corso la revisione della Legge sul Diritto d'Autore (LDA). Questa revision prevede la ratificazione dei trattati WCT e WPPT dell'OMPI, e l'introduzione nella LDA di articoli che sanciscono il DRM. Per quanto riguarda la sua circonvenzione, invece, il testo della proposta la autorizza se non serve a violare il copyright degli aventi diritto.
Nel contesto della revisione della LDA, l'
Istituto Federale della Proprietà Intellettuale (IPI) svizzero ha allestito il sito
dirittodautore.ch che mira, "con fatti e chiarimenti relativi al diritto d’autore, e con le opinioni delle cerchie interessate [a] contribuire alla formazione dell’opinione pubblica". L'intenzione è buona, però il sito offre anche un gioco flash intitolato
Support Creative People - Caccia ai pirati!, allestito "con la cortese
collaborazione di Microsoft Schweiz GmbH". E siccome c'è un link al gioco nel template del sito, il messaggio "Caccia ai pirati!" viene imposto alla lettura di qualsiasi pagina.
E il messaggio del gioco stesso è ancora più preoccupante. Screenshot della pagina delle regole:

Spiacente per il testo in francese: la cortese collaborazione della Microsoft Schweiz GmbH non prende in considerazione la Svizzera Italiana, apparentemente: il gioco esiste soltanto in francese e in tedesco. Traduzione: "Clicca su uno spirito creativo per iniziare il gioco e pilota la sua barca sui 7 oceani. Più il viaggio è lungo, più egli è in grado di sciluppare idee e di barattarle su navi mercantili. Però stai attento, i pirati di idee sono in agguato". La "pirateria di idee" non esiste, perché le idee non sono protette né proteggibili dalle leggi sul diritto d'autore, basate sulla convenzione di Berna. Però questa assurdità viene ribadita ossessivamente alla conclusione di ogni partita. Screenshot:
Traduzione: "110 punti creativi. Grazie del tuo aiuto. Purtroppo il tuo spirito creativo è stato saccheggiato molto presto dai pirati di idee. Quindi rinuncia a sviluppare altre idee e si trova già in fabbrica alle 7 del mattino".
Certo, la monotonia e la povertà concettuale del gioco ne limiteranno probabilmente l'effetto. Però l'intenzione di imporre il concetto giuridicamente infondato di una "pirateria di idee" da combattere rimane molto inquietante. Appartiene a una strategia gobale, che include anche le notizie all'inizio dei film in DVD comprati o affittati in Italia e in Svizzera, che equiparano il download di film al furto, in contraddizione con la legge vigente.
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