Su Game Over dell'IFPI, vedi anche http://www.livejournal.com/users/adisi/tag/game+over

Il testo che segue è tratto da Briefe der IFPI Schweiz an die Provider, Netzpolitik, 21.12.2005.
(Netzpolitik difende i diritti degli utenti dell'internet, ed è anche molto accurato nell'informazione. Quindi in linea di massima ci sono buoni motivi per presumere che le lettere scaricabili dall'articolo siano autentiche). Traduzione:


Da un po' più di un mese l'IFPI Svizzera ha lanciato la campagna "Game Over". Questa campagna mira a procedere contro chi condivide file online. L'IFPI sta attualmente spedento lettere ai provider internet (PDF in tedesco), esigendo che essi "prendano misure efficaci per porre un termine a queste circostanze contrarie alla legge e per fermare la riproduzione e diffusione non autorizzata". Inoltre l'IFPI esige che i provider le consegnino i dati personali corrispondenti ai numeri IP che indica, oppure che mandino direttamente alla persona in questione un'altra lettera acclusa (PDF in tedesco) e una dichiarazione in di ammissione di colpa (PDF in tedesco).

Dal tono minaccioso si può probabilmente dedurre che l'azione dell'IFPI è giuridicamente dubbia. Nelle lettere viene quasi tralasciato il fatto che in base alle leggi esistenti, come quella sulla protezione dei dati ma anche la Legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (così come l'ordinanza OSCPT), non esiste nessun obbligo di fornire informazioni a un'organizzazione come l'IFPI.

Una disamina esauriente dell'azione dell'IFPI si trova (in tedesco) su Heise.

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Su "Game Over", vedi anche:

- IFPI: Game Over: la partita è finita, anche per la pirateria privata del 15 novembre 2005, dove veniva menzionata la richiesta all'IFPI di tradurre la documentazione su "Game Over"
- "Game Over" dell'IFPI: reazioni
Assieme al messaggio presente, questi due messaggi sono stati riassunti in inglese in
"Game Over": Swiss IFPI deliberately ignores Italian-speakers
, del 16 novembre 2005.

In un e-mail del 20 novembre 2005, Johannes Börker, a nome dell'IFPI, ha rifiutato di pubblicare una traduzione italiana delle spiegazioni sull'iniziativa "Game Over":

Malheureusement, IFPI Suisse ne dispose pas du personnel maîtrisant la langue
italienne - nous sommes donc pas en possession des textes italiennes que vous
demandez. De plus, le nombre du personnel n'est pas assez grand afin de donner
trois conférence de presse à la même journée.

Nous sommes conscient du fait que cela n'est pas satisfaisant pour la partie de
la population suisse parlant la langue italienne. Néanmoins, nous vous prions
de bien vouloir respecter que nos possibilités connaissent certaines limites.


Un po' strano, considerando che la caccia ("traque") agli utenti individuali che scaricano illegalmente musica via reti P2P è affidata alla Netmon GmbH, il cui direttore, Guido Rudophi, è stato addirittura intervistato da CNN per le sue ricerche condotto sull'uso dell'internet di un presunto membro di Al Qaida nel 2002 (Vedi anche la discussione in merito sulla mailing list del SIUG, Swiss Internet User Group).

Visto che che la Netmon GmbH fa pagare la copia ufficialmente datata di una sola pagina internet 300.-, e che la traduzione delle informazioni su "Game Over" sarebbe costata al massimo 700.- in tutto, le priorità dell'IFPI chiaramente non includono il rispetto della Svizzera Italiana.
 
 
16 November 2005 @ 01:13 pm
Sull'iniziativa "Game Over" dell'IFPI, vedi IFPI: Game Over: la partita è finita, anche per la pirateria privata (15/11/2005).

Per le reazioni a "Game Over", vedi:

IFPI - Kriegsrethorik gegen eigene Kunden
("IFPI: retorica guerrafondaia contro i propri clienti" - November 16, 2005) nel blog di Daniel Boos, membro del comitato del SIUG [Swiss Internet User Group]). Traduzione:

Adesso, l'IFPI inizia anche in Svizzera un'azione di propaganda contro quelli che chiama copiatori pirati (Raubkopierer). Il tema è già stato trattato bene in alcuni blog, come blogg.ch, starfrosch, e sulla Mailing list siug-discuss. Come spesso, sono interessanti i commenti dei lettori.

Per quanto riguarda blogg.ch, vorrei aggiungere che alcuni fornitori internet (ISP) hanno una posizione molto rigorosa contro la pubblicazione dei dati. Ad esempio, il capo dei Legal Services di Bluewin ha detto durante la Tweakfest di non essere intenzionato a giocare al poliziotto/ad interpretare la parte del poliziotto. Anche se non mi è del tutto chiaro a chi e che tipo di lettere mandano ai loro clienti che utilizzano reti P2P.
NB: i link nella citazione sopra portano a pagine in tedesco

Vedi anche, in
bloggingtom.ch, "MP3-Download wirklich illegal?", 16/11.2005, che cita una FAQ della SUISA, secondo la quale mettere musica protetta da copyright a disposizione di altri nell'internet è illegale, ma scaricare musica dall'internet non lo è:

F A Q A B O U T M U S I C

Domande fatte spesso:

Internet, MP3 / Masterizzazione di CD
f) Il download di brani musicali da offerte P2P (circuiti di scambio) è lecito?

Conformemente all'opinione unanime e alla prassi giudiziaria, l'upload, vale a dire l'offerta on line di opere protette, è permesso solo previa approvazione degli aventi diritto (gli autori o le loro società di gestione, i produttori di supporti sonori). I gestori P2P che non richiedono tale consenso agiscono in maniera illegale. Secondo la stragrande maggioranza delle opinioni il download in Svizzera è permesso anche senza l'approvazione degli aventi diritto, anche se l'offerta stessa è illegale. In merito non vi è tuttavia ancora alcuna sentenza giudiziaria; non è pertanto possibile rispondere al quesito in maniera /definitiva (in Germania ad esempio scaricare le offerte "palesemente" illegali è proibito).


va notato che il testo tedesco della stessa FAQ è legermente diverso, mentre nella versione francese, questa FAQ rimane senza risposta.
Speriamo che l'altro IFPI, vale a dire l'Istituto Federale della Proprietà Intellettuale, faccia un po' di chiarezza tra queste affermazioni contraddittorie dei produttori di musica
.
 
 
Vedi Zürich, le 15 novembre 2005 - Conférences de presse à Lausanne et Zurich: Industrie phonographique : « Game Over » (le jeu est terminé), même pour le piratage privé (Industria fonografica: "Game Over" (la partita è finita), anche per la pirateria privata) nella pagina delle News dell'IFPI Groupe national suisse de International Federation Of Producers Of Phonograms And Videograms (da non confondere con l'Istituto Federale della Proprietà Intellettuale).

ADISI ha chiesto all'IFPI che essa traduca ufficialmente in italiano tutte informazioni relative al piano "game over", poiché tutta la Svizzera, e non soltanto la Svizzera Romanda e la Svizzera tedesca, è riguardata dalle pesanti sanzioni previste:

"...En dehors des droits d’exiger la suppression de tous les fichiers musicaux illégaux et de s’abstenir ä l’avenir de toute autre violation de la loi, les pirates s’exposent sur le plan civil essentiellement au paiement de dommages et intérêts se situant entre 3'000,00 et 10'000,00 francs suisses. L’introduction de poursuites pénales est possible dans certains cas particulièrement graves. Toujours est-il qu’on tentera, dans un premier temps, de proposer et de trouver des accords extrajudiciaires..."

(oltre ai diritti [dei produttori di musica] di esigere la soppressione di tutti i file musicali illegali e un impegno ad astenersi in futuro di qualsiasi altr violazione della legge, i pirati si espongono essenziamente sul piano civile al pagamento di danni ed interessi per un ammontare tra i 3'000,00 e i 10'000,00 franchi svizzeri. L'avviamento di cause penali è possibile nei casi particolarmente gravi, anche se si proverà in un primo tempo di proporre e trovare accordi extragiudiziari).

Quando la pagina dell'IFPI con la versione italiana sarà online, la segnaleremo su questo Bollettino.