12 October 2006 @ 10:34 am
L'ultimo numero di Interlex  esamina il caso del blocco della trasmissione "Le iene" dai punti di vista della privacy, della libertà di espressione e del diritto all'informazione.
Dall'editoriale di Manlio Cammarata,  Libertà di informazione e diritto di sapere :
... Oggi i riflettori sono puntati sul "caso" delle Iene. I fatti sono noti: alcuni parlamentari sono stati sottoposti, a loro insaputa, a un semplice esame che rivela il recente uso di sostanze stupefacenti. La percentuale di "positivi" è impressionante. L'esperimento è stato condotto in modo che nessuno, neanche gli autori della trasmissione, possa sapere a chi siano collegati i "tamponi" rivelatori: dati anonimi, dunque, che rendono molto discutibile l'intervento censorio del Garante per la protezione dei dati personali. ...
Altri approfondimenti:
 
 
 
La revisione proposta della Legge federale svizzera sul Diritto d'Autore (LDA) contiene disposizioni sulle misure tecniche di protezione e di gestione delle opere sotto copyright (dette di Digital Rights Management o DRM).  Queste misure DRM minacciano la privacy degli utenti.

In Canada, dov'è in corso una simile revisione della Legge sul Diritto d'Autore, è stato creato pochi giorni fa il gruppo IntellectualPrivacy.ca, che raduna associazioni per la difesa dell'interesse publico e studiosi  universitari specializzati nella ricerca sulla privacy. 

I membri di IntellectualPrivacy.ca hanno scritto una lettera aperta intitolata "Copyright Reform and Canada’s Privacy Community" al Ministro del patrimonio canadese e della condizione femminile ("Minister of Canadian Heritage and Status of Women") e al Ministro dell'industria ("Minister of Industry").
Vedi, sul loro sito, Canada’s Privacy Community Speaks Out on DRM, Privacy and Copyright, da dove è possibile scaricare sia la lettera aperta sia un documento informativo intitolato "Background Paper: Critical Privacy Issues in Canadian Copyright Reform", entrambi in PDF. Nella lettera chiedono che:
  1. qualsiasi proposta di revisione del diritto d'autore ("copyright")  dia la priorità alla protezione della privacy, tramite l'inclusione di una consultazione esauriente sulla privacy e una valutazione esauriente dell'impatto sulla  privacy in qualsiasi proposta di legge mirante a rivedere il diritto d'autore ("copyright");
  2. qualsiasi proposta di disposizione contro l'elusione / l'aggiramento [delle misure informatiche di protezione] non  abbia un impatto negativo sulla privacy; e
  3. qualsiasi proposta di revisione del diritto d'autore ("copyright") preveda misure di protezione della privacy che, ad esempio, includa il diritto dei canadesi di accedere a opere sotto copyright e di utilizzarle anonimamente e in privato
Inoltre, sempre su IntellectualPrivacy.ca, dalla pagina Canada’s Privacy Commissioners Voice Concerns Over Legal Protection of DRM si possono scaricare altre lettere aperte (in PDF) agli stessi ministri, scritte dai Privacy Comminssioner (incaricati alla protezione dei dati) del Canada, della British Columbia e dell'Ontario.

(via Kanadische Privacy-Community gegen DRM, Netzpolitik.org, 19.05.06)

Anche in Svizzera, vari gruppi di difesa dell'interesse pubblico hanno preso posizioni simili  nella  consultazione preliminare sulla revisione della nostra LDA. Sulla consultazione, vedi  il il Rapporto concernente i risultati della procedura di consultazione, del Dipartimento Federale di Giustizia e Polizia (PDF), maggio 2005, che fa la sintesi delle prese di posizione scaricabili (1) dalla pagina Stellungnahmen betr. Vernehmlassung zur Revision des Urheberrechtsgesetzes del sito dell'Istituto Federale della Proprietà intelletuale. Questi gruppi svizzeri continuano tuttora a fornire informazioni sui rischi per la privacy di certe disposizioni del progetto della nuova LDA. 

Il  2 maggio 05, il Corriere del Ticino ha dedicato un'intera pagina intitolata  "Trusted computers: inizia l'epoca del controllo" alle misure informatiche di protezione di opere sotto copyright - senza però menzionare le disposizioni del progetto di revisione della LDA che riguardano queste misure e il divieto di eluderle (aggirarle).

(1) soltanto in PDF fotografici quindi inaccessibili alle persone cieche, e nei quali è impossibile utilizzare la ricerca "Ctrl+F" o copiare passi con "Ctrl+C"), purtroppo.

Tag Technorati

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Nei post sulle offerte di visibilità web negli spam della Tilistdit, abbiamo menzionato la "pena di morte" che Google inflige ai siti che tentano di migliorare artificialmente il proprio posizionamento nei risultati delle ricerche, tramite inserzioni in portali che mirano unicamente a moltiplicare i link verso quel sito, e a quei portali di "link farming"

Abbiamo testato con GoogleRankings.com il posizionamento in Google del sito della Tilstdit e dei suoi portali di link farming:

www.tilistdit.ch
www.hotelineuropa.ch
www.prenotazionihotel.org
www.prenotazionihotel.net
www.hotelsitalia.net
www.alberghiitalia.net
www.prenotazionihotel.info

Poiché tutte le pagine di tutti questi siti hanno la stessa lista di parole chiave (1) nella sorgente, abbiamo utilizzato alcune di queste parole chiave per testare il ranking di ciascuno dei siti sopra. Nessuno di questi siti appare tra i primi mille risultati di Google - né nei risultati dei motori di ricerca di MSN e di Yahoo! - per la ricerca delle proprie parole chiave.

Questo sembra proprio confermare che la Tilistdit e i suoi portali di "promozione di visibilità web nei motori di ricerca" sono stati colpiti dalla pena di morte di Google.

Invece gli e-mail  della Tilistdit / hotelineropa  ottengono un record di 8.2 punti nella graduatoria del filtro Spamassassin, mentre ne bastano 5 perché un e-mail sia classificato come spam.

(1) Parole chiave nella sorgente del sito principale della Tilistdit e dei suoi portali di link farming:
hotel in italia,alberghi,hotel campania,hotel versilia,hotels livorno,livorno hotel,alberghi in italia,toscana,hotel treviso,pensioni toscana,campeggio,vacanze in italia,cure termali,hotel trentino alto adige,breakfast,alberghi in sud italia,alberghi rovigo,alberghi toscana,alberghi grosseto,alberghi in liguria,alberghi trentino,villaggi,toscana,europe hotel,firenze hotel,hotel 2stelle in liguria,hotel a cinque stelle in italia,hotel al mare in italia,hotel chic,hotel il campania,hotel in savona,hotel in veneto,hotel invernali trentino alto adige,hotel in riviera adriatica,hotel livorno,hotel veneto,hotel pensione,hotel rovigo,hotel toscana siena,hotel veneto roma,hotel versilia,hotel versilia,hotel viareggio,hotel emilia romagna,agriturismo,hotels firenze,livorno hotel,lucca hotel,lucca hotels,mare toscana,hotel in italia,motels in italia,offerte hotel,pensioni viareggio,pesioni,toscana vacanze,treviso hotel,turismo in italia,vacanze in italia.
Anche la ridondanza nelle parole chiave a volte viene punita con la "pena di morte di Google"

Tag Technorati

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25 April 2006 @ 10:30 am


Spam ricevuto dalla hotelineuropa.ch, uno dei tanti domini registrati dalla Tilistdit.ch, il 25.04.2006. Cliccare per ingrandire
cliccare per ingrandire

Abbiamo ricevuto oggi - a diversi indirizzi - lo spam illustrato sopra. Su simili dubbie offerte  di promozione di siti dalla stessa provenienza, vedi, nella categoria spam di questo blog, Promozione su internet: attenti all'effetto boomerang (8 giugno 2005) e Promozione su internet: attenti all'effetto boomerang (2) del (27 giugno 2007).

Rispetto al 2005, è scomparsa dall'offerta Tilistdit / hotelineuropa quello che era il
Pacchetto E
* Realizzazione del vostro sito con tecnologie nuove ( asp, animazioni grafiche, siti dinamici ) a questo sito potrete vedere dei esempi da noi realizzati
Tornando all'offerta attuale, in versione testo:
Volete che il vostro sito sia trovato anche all'estero e con molta semplicità ?
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soli 200 CHF annui al posto di 380 CHF

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La vostra struttura sarà inserita presso
www.tilistdit.ch
www.hotelineuropa.ch
www.prenotazionihotel.org
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www.hotelsitalia.net
www.alberghiitalia.net
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I portali sono indicizzati nei neglior motori di ricerca ( es : www.google.de "turistico ticino" si trova nella prima pagina posizione 3)
Tutti i domini dei siti elencati sono stati registrati dalla Luca Stacchi, a nome della Tilistdit (spesso con "Registrant City: Crecsiano" invece di Cresciano) e permettono di accedere a schede  di diversi alberghi.

Problema di privacy

La scheda per ogni albergo è identica in tutti i siti elencati, e presenta un particolare preoccupante per la privacy: in fondo ad ogni scheda, c'è un formulario intitolato "Richiesta informazioni direttamente presso la struttura", dove il potenziale cliente viene invitato a fornire nome, cognome, telefono, e-mail ecc.  Però i tag (comandi) della sorgente per il formulario cominciano sempre con <FORM method="POST" action="mailto:info@tilistdit.ch;?Subject=Richiesta dall portale HotelinEuroapa.ch" enctype="text/plain">.

In chiaro, questo significa che quando qualcuno utilizza quel formulario, pensando che "la struttura" si riferisca all'albergo,  i suoi dati vengono mandati alla sua insaputa in un e-mail intitolato "Richiesta dall [sic] portale HotelinEuroapa.ch"  a info@tilistdit.ch, qualunque sia il sito dove si trova la scheda. Ora, un controllo sui veri siti di alcuni alberghi italian coinvoltii mostra che nei loro formulari di contatto, sono molto attenti a rispettare la legge sulla privacy, permettendo all'utente di rifiutare il trattamento dei propri dati. Chissà se tutti questi alberghi sono al corrente dell'operazione di raccolta di dati personale operata dalla Tilistdit attraverso questa offerta di "miglioramento della visibilità"

Link farming e pena di morte di Google

Sul dubbio effetto del link farming proposto dalla Tilistdit / Hotelineuropa / ecc., vedi Promozione su internet: attenti all'effetto boomerang, 8 giugno 2005. Adesso la Tilistdit non promette più un aumento del 500% degli accessi ai siti che promuove. Ma l'argomento di questo anno,
www.google.de "turistico ticino" si trova nella prima pagina posizione 3
lascia il tempo che trova: chi cercherebbe mai "turistico ticino" in Google? Inoltre, la ricerca dei nomi di alcuni alberghi "promossi" dalla  Tilistdit / Hotelineuropa / ecc non da nessun risultato corrispondentie alla loro scheda promozionale tra i primi 500. Sembra proprio che questi portali promozionali siano stati colpiti dalla "pena di morte" che Google infligge a chi pratica il link farming (vedi Google infligge la "pena di morte" al sito della BMW (SMH), 5 febbraio 2006) su questo blog.

Tirando le somme

Certo, 200 CHF sono meno di 380 CHF - però sembra una cattiva idea pagare 200 CHF per
  1. rischiare di veder carpire i dati personali dei potenziali clienti dalla Tilistdit, che non ha nessuna dichiarazione sul trattamento dei dati sul proprio sito o sugli altri da essa registrati, ma ha invece un solido record di spamming
  2. far inserire una scheda  in portali colpiti dalla pena di morte di Google per motivo di link farming
Post-Scriptum

Una ricerca di "vacation tips" (senza virgolette) in Netsearch.org produce questa perla:
150.    Luca Stacchi : The tilistdit has ragguppato all the milglioris Italian hotel and foreigners, this it allows you to compare to the best, than from the choice to decide in that country to go.
Considerando che Netsearch.org repertoria soltanto inserzioni a pagamento che costano da $24.95 a $79.95 per due mesi o 60 giorni, a seconda del numero di siti in cui l'inserzione apparirà, il signor Stacchi avrebbe potuto curare un po' di più il suo inglese.

Tag Technorati

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Da: MELANI Informazione: è disponibile il primo rapporto semestrale di MELANI:

Le reti bot, la professionalizzazione della scena hacker, gli attacchi mirati di spionaggio e la criminalità organizzata in aumento – sono questi i fulcri del primo rapporto semestrale di MELANI, che verrà pubblicato regolarmente in futuro (...)

Il rapporto può essere scaricato in PDF (352 kb) a partire dalla pagina http://www.melani.admin.ch/berichte/lageberichte/index.html?lang=it

Mauro Vignati aveva concesso un'intervista su MELANI alla trasmissione Tam Tam di ADISI, andata in onda il 16.05.2005. Vedi la scheda dell'intervista, dalla quale è possibile riascoltare o scaricare la puntata. Torneremo sul contenuto del rapporto MELANI. (red. ADISI)
 
 
Su "Game Over", vedi anche:

- IFPI: Game Over: la partita è finita, anche per la pirateria privata del 15 novembre 2005, dove veniva menzionata la richiesta all'IFPI di tradurre la documentazione su "Game Over"
- "Game Over" dell'IFPI: reazioni
Assieme al messaggio presente, questi due messaggi sono stati riassunti in inglese in
"Game Over": Swiss IFPI deliberately ignores Italian-speakers
, del 16 novembre 2005.

In un e-mail del 20 novembre 2005, Johannes Börker, a nome dell'IFPI, ha rifiutato di pubblicare una traduzione italiana delle spiegazioni sull'iniziativa "Game Over":

Malheureusement, IFPI Suisse ne dispose pas du personnel maîtrisant la langue
italienne - nous sommes donc pas en possession des textes italiennes que vous
demandez. De plus, le nombre du personnel n'est pas assez grand afin de donner
trois conférence de presse à la même journée.

Nous sommes conscient du fait que cela n'est pas satisfaisant pour la partie de
la population suisse parlant la langue italienne. Néanmoins, nous vous prions
de bien vouloir respecter que nos possibilités connaissent certaines limites.


Un po' strano, considerando che la caccia ("traque") agli utenti individuali che scaricano illegalmente musica via reti P2P è affidata alla Netmon GmbH, il cui direttore, Guido Rudophi, è stato addirittura intervistato da CNN per le sue ricerche condotto sull'uso dell'internet di un presunto membro di Al Qaida nel 2002 (Vedi anche la discussione in merito sulla mailing list del SIUG, Swiss Internet User Group).

Visto che che la Netmon GmbH fa pagare la copia ufficialmente datata di una sola pagina internet 300.-, e che la traduzione delle informazioni su "Game Over" sarebbe costata al massimo 700.- in tutto, le priorità dell'IFPI chiaramente non includono il rispetto della Svizzera Italiana.
 
 
16 November 2005 @ 01:13 pm
Sull'iniziativa "Game Over" dell'IFPI, vedi IFPI: Game Over: la partita è finita, anche per la pirateria privata (15/11/2005).

Per le reazioni a "Game Over", vedi:

IFPI - Kriegsrethorik gegen eigene Kunden
("IFPI: retorica guerrafondaia contro i propri clienti" - November 16, 2005) nel blog di Daniel Boos, membro del comitato del SIUG [Swiss Internet User Group]). Traduzione:

Adesso, l'IFPI inizia anche in Svizzera un'azione di propaganda contro quelli che chiama copiatori pirati (Raubkopierer). Il tema è già stato trattato bene in alcuni blog, come blogg.ch, starfrosch, e sulla Mailing list siug-discuss. Come spesso, sono interessanti i commenti dei lettori.

Per quanto riguarda blogg.ch, vorrei aggiungere che alcuni fornitori internet (ISP) hanno una posizione molto rigorosa contro la pubblicazione dei dati. Ad esempio, il capo dei Legal Services di Bluewin ha detto durante la Tweakfest di non essere intenzionato a giocare al poliziotto/ad interpretare la parte del poliziotto. Anche se non mi è del tutto chiaro a chi e che tipo di lettere mandano ai loro clienti che utilizzano reti P2P.
NB: i link nella citazione sopra portano a pagine in tedesco

Vedi anche, in
bloggingtom.ch, "MP3-Download wirklich illegal?", 16/11.2005, che cita una FAQ della SUISA, secondo la quale mettere musica protetta da copyright a disposizione di altri nell'internet è illegale, ma scaricare musica dall'internet non lo è:

F A Q A B O U T M U S I C

Domande fatte spesso:

Internet, MP3 / Masterizzazione di CD
f) Il download di brani musicali da offerte P2P (circuiti di scambio) è lecito?

Conformemente all'opinione unanime e alla prassi giudiziaria, l'upload, vale a dire l'offerta on line di opere protette, è permesso solo previa approvazione degli aventi diritto (gli autori o le loro società di gestione, i produttori di supporti sonori). I gestori P2P che non richiedono tale consenso agiscono in maniera illegale. Secondo la stragrande maggioranza delle opinioni il download in Svizzera è permesso anche senza l'approvazione degli aventi diritto, anche se l'offerta stessa è illegale. In merito non vi è tuttavia ancora alcuna sentenza giudiziaria; non è pertanto possibile rispondere al quesito in maniera /definitiva (in Germania ad esempio scaricare le offerte "palesemente" illegali è proibito).


va notato che il testo tedesco della stessa FAQ è legermente diverso, mentre nella versione francese, questa FAQ rimane senza risposta.
Speriamo che l'altro IFPI, vale a dire l'Istituto Federale della Proprietà Intellettuale, faccia un po' di chiarezza tra queste affermazioni contraddittorie dei produttori di musica
.
 
 
Vedi: Avvertimento: nuovo tipo di attacco con e-mail falsificati

(Se non capite la spiegazione tecnica del funzionamento della truffa all'inizio, seguite il consiglio che segue:)

Misure per gli utenti domestici:

* Rispettate le norme di comportamento
Osservate sulla homepage di MELANI le norme di comportamento per la manipolazione dei messaggi di posta elettronica:
http://www.melani.admin.ch/gefahren-schutz/schutz/00035/index.html?lang=it#sprungmarke2_2
 
 
02 November 2005 @ 08:40 pm
Vedi anche Big Brother Awards 2005: consegna dei premi il 29 ottobre, 2005-10-19 18:48:00.

Adesso sulla pagina http://www.bigbrotherawards.ch/2005/ si possono leggere i nomi dei laureati dei Big Brother Awards 2005, con link verso le motivazioni.
 
 
Vedi Nuova ondata di phishing mail, sul sito di Postfinance.ch:

PostFinance è nuovamente vittima di un’ondata di e-mail inviati a scopo fraudolento. I messaggi sono redatti in lingua inglese e invitano l’utente a selezionare un link e quindi ad inserire i propri elementi di sicurezza yellownet nella schermata successiva (finestra pop-up). PostFinance ricorda alla propria clientela di trattare con la massima riservatezza i propri dati personali e i propri elementi di sicurezza, senza mai comunicarli a terzi. continua...
 
 
I Big Brother Awards ricompensano ironicamente le più grosse violazioni della privacy, con 4 categorie: Stato, business, luogo di lavoro e opera personale. In Svizzera, c'è inoltre il premio Winkelried, che ricompensa invece una persona che si è impegnata per la difesa la sfera privata. Quest'anno, Claude Almansi, di ADISI, fa parte della giuria.

Cerimonia di consegna dei Big Brother Awards:
Sabato 29 ottobre 2005
a partire delle 20.30
Clubraum della Rote Fabrik
Seestrasse 395
Zurich-Wollishofen



Ulteriori informazioni in Big Brother Awards 2005 (in francese, tedesco e inglese).
Il comunicato stampa sulla cerimonia può essere scaricato da:
in francese: txt o pdf
in tedesco: txt o pdf
 
 
 
13 July 2005 @ 11:37 am
Dalla Newsletter di Interlex:

E' on line il nuovo numero di InterLex

Ecco i titoli della prima pagina:

Anno IX - N. 327 - 13 luglio 2005


Dal DAE 2005 una lettera aperta al Ministro dell'innovazione
***Appello a Stanca per la Gazzetta on line***
C'è un portale che si chiama "Norme in rete". Un progetto tecnicamente avanzato, ma basato su una curiosa forma di "volontariato amministrativo". Perché manca una disposizione che preveda la pubblicazione sull'internet degli atti normativi e dei testi vigenti, gratis e senza limiti di tempo, a partire
dalla Gazzetta ufficiale.
-> La lettera aperta al ministro Stanca
-> Da dieci anni aspettiamo la Gazzetta on line (M. Cammarata)

Attualità
Ancora una volta, dopo le bombe di Londra, c'è chi propone limitazioni alla libertà in nome della sicurezza. Intercettazioni, conservazione di dati per anni e anni...
-> Gli insaziabili sciacalli (G. Livraghi)

**FORUM10 - Il futuro del diritto, i diritti del futuro**
Il forum del decennale di InterLex continua, centrando la sua attenzione su un tema di grande interesse e ospitando anche gli interventi svolti al 4° Convegno Nazionale di Diritto Amministrativo Elettronico (DAE 2005): le proposte di modifiche al Codice dell'amministrazione digitale, che entrerà in vigore il 1. gennaio 2006.
*Le relazioni on line*
**FORUM10 - Il futuro del diritto, i diritti del futuro**
-> 38. Il Codice dell'amministrazione digitale: il differimento dell'entrata in vigore e gli "atti di indirizzo e coordinamento" (E. Castorina - DAE 2005)
-> Indice del forum
-> Come partecipare

Ancora in primo piano
-> Brevetti software: la direttiva non passa (N. 326 - 7 luglio)
-> Schedature negli alberghi: altolà del Garante (N. 325 - 23 giugno)
-> Il "Codice dell'amministrazione digitale (DLgs 82/05)

Grazie per l'attenzione
InterLex ( http://www.interlex.it )
 
 

L'8 giugno 2005, la Electronic Frontier Foundation (EFF) ha pubblicato EFF: Legal Guide for Bloggers ("EFF: guida giuridica per i bloggatori"). Nonostante il fatto che l'EFF specifichi in<http://www.eff.org/bloggers/lg/faq-overview.php#4>
che questa guida
vale soltanto per gli USA e non per altri paesi dove spesso la legge protegge meno la libertà di espressione, riteniamo che possa avere un valore orientativo, fosse
soltanto perché le problematiche elencate sono le stesse ovunque, anche se le risposte delle leggi variano da paese a paese.

Per questo motivo offriamo sotto il link ad una nostra traduzione informale della descrizione di EFF: Legal Guide for Bloggers ad opera di Jill E. Vaile, nella
speranza che qualche giurista nostrano o studente di diritto adatti questa guida in funzione delle leggi svizzere – un adattamento locale comunque auspicato anche dagli autori di questa guida.


Vedi anche la lettura critica di questa guida offerta da Taran Rampersad nel suo blog, KnowProSe.com, il 17 giugno 2005.


Traduzione informale della descrizione di EFF: Legal Guide for Bloggers data da Jill E. Vaile sulla lista
Net-Gold,21 giugno 2005 (descrizione originale in <http://groups.yahoo.com/group/Net-Gold/message/6720>):

 
 
"La rapida diffusione del verme Sober.O, che la scorsa settimana ha inviato e-mail falsificati contenenti la conferma di biglietti d’entrata al Campionato mondiale di calcio 2006 in Germania, è in gran parte riconducibile al cosiddetto social engineering.
Ripercussioni:

Motivo della rapida diffusione del verme Sober.O, che la scorsa settimana ha inviato e-mail falsificati contenenti la conferma di biglietti d’entrata al Campionato mondiale di calcio 2006 in Germania, è il social engineering. Gli attacchi di social engineering sfruttano la disponibilità, la buona fede e l’insicurezza delle persone per accedere, ad esempio, a dati confidenziali, diffondere virus o cavalli di Troia oppure indurre le vittime a effettuare determinate operazioni. (...)"
Avvertimento completo in http://www.melani.admin.ch/newsticker/00059/index.html?lang=it&PHPSESSID=42767a4d2248dea4e1da90f961c70502
 
 
Questa sera abbiamo intervistato Nancy Willard, del Center for Safe and Responsible Internet Use, per la trasmissione Tam Tam.

Ci ha parlato del modo in cui bambini e ragazzi utilizzano chat, bollettini di discussione e blog, e in particolare dei loro comportamenti a rischio - per loro stessi e per altri.

Fuori registrazione, abbiamo parlato del documento della Electronic Frontier Foundation (EFF), How to Blog Safely (About Work or Anything Else) (Vedi, qui, Come bloggare senza correre rischi). Nancy Willard aveva un'obiezione al testo dell'EFF che ci ha poi mandata per e-mail con l'autorizzazione di pubblicarla qui. Eccola:

The recent EFF document provided some helpful guidance on protecting
privacy. Unfortunately, this document failed to provide guidance on
responsible standards for online publishing. There are responsible and
irresponsible ways to discuss issues, including controversial issues. Anyone
who publishes online should understand the legal ramifications of postings
that involve defamation and invasion of privacy. People are not, and should
not be, able to say anything they want to about others regardless of the
harm they cause.

Nancy Willard


(traduzione: "Il documento recente della EFF offriva alcuni consigli utili su come proteggere la propria privacy. Purtroppo questo documento non offriva linee direttive su norme di responsabilità per la pubblicazione online. Ci sono modi responsabili e irresponsabili di discutere tematiche, ivi comprese le tematiche controverse. Chiunque pubblica online dovrebbe capire le implicazioni giuridiche di messaggi che coinvolgono la diffamazione e l'invasione della privacy. La gente non può, e non dovrebbe potere, dire qualsiasi cosa voglia a proposito di altri senza tener conto dei danni che può arrecare ad altri")
 
 
08 April 2005 @ 11:03 am
Il 6 aprile 2005, la Electronic Frontier Foundation (EFF) ha pubblicato How to Blog Safely (About Work or Anything Else):

I Blog sono una specie di incrocio tra telefonate private e giornali. Sono uno strumento perfetto per condividere la vostra ricetta preferita di mousse al ciocolato con amici - o per difendere i principi fondamentali della democrazia, avvertendo il pubblico che un funzionario corrotto prende bustarelle dal vostro datore di lavoro. Se bloggate, non ci sono garanzie che raggiungerete migliaia di lettori. Ma almeno alcuni troveranno il vostro blog, e forse saranno coloro che meno desiderate o aspettate. Possono includere datori di lavoro attuali o potenziali, colleghi, i vostri vicini; la/il vostra/o consorte o partner, parenti - e chiunque sia abbastanza curioso da inserire il vostro nome, indirizzo e-mail o pseudonimo web in Google o Feedster e da cliccare su qualche link. (...)


La EFF dà un elenco di consigli semplici che permettono di evitare sorprese spiacevoli:

1. Utilizzate uno pseudonimo e non date particolari che permettano di identificarvi
2. Utilizzate tecnologie anonimizzanti
3. Restringete l'accesso al vostro blog
4. Impedite ai motori di ricerca di repertoriare il vostro blog


(questi sono soltanto i sottotitoli; per il testo completo vedi http://www.eff.org/Privacy/Anonymity/blog-anonymously.php)

Segue una sezione su come bloggare senza venire licenziati (riferita però al diritto del lavoro US).

Conclusione della EFF:

Bloggate senza paura

Oggi i Blog attirano molta attenzione. Non potete più - se è mai stato possibile - dare per scontato che le persone che fanno parte della vostra vita offline non scopriranno il vostro blog. I nuovi strumenti e servizi RSS permettono di scandagliare e aggregare ancora più facilmente i messaggi dei blog. Però finché bloggherete anonimamente e senza mettere a repentaglio il vostro lavoro, quel che direte online rischierà molto meno di tornarvi in faccia e di danneggiarvi


Testo completo in http://www.eff.org/Privacy/Anonymity/blog-anonymously.php
 
 
Prudenza nell’utilizzazione di PC pubblici per l’accesso a Internet

durante i viaggi all’estero, presso gli amici, nei caffé Internet, presso gli aeroporti, le università o in altri posti si offre sovente la possibilità pratica di navigare con un PC di terzi e di leggere e inviare e-mail. Per quanto siano utili, queste offerte celano nondimeno pericoli che si tratta di riconoscere e di evitare in modo corrispondente.

Se a casa è possibile garantire autonomamente una buona protezione per il tramite di un firewall, di software antivirus e di funzioni di aggiornamento automatico (http://www.melani.admin.ch/gefahren-schutz/schutz/index.html?lang=it), non è in genere chiaro se e in che modo il PC che utilizzate è protetto. È così possibile che sul PC che state utilizzando siano per esempio annidati all’insaputa del suo proprietario programmi Spyware o Adware, cavalli di Troia o software contenenti virus. Questi parassiti dispongono sovente della possibilità di registrare i dati immessi sulla tastiera e quindi di rilevare le password.

(...)

Il resto dell'avvertimento si trova su http://www.melani.admin.ch/newsticker/00052/index.html?lang=it&PHPSESSID=7b4cdceba8b59ac5c1077d60fadd2014
 
 
Avvertimento: un cavallo di Troia spia i nomi di utente e le password – Anche i servizi svizzeri online ne sono colpiti

18.03.2005 / 14:45

Un cavallo di Troia appena apparso spia i nomi di utente e le password. La variante in questione colpisce anche i servizi svizzeri online. Durante le operazioni di login i dati immessi sulla tastiera sono registrati e trasmessi a un aggressore.

Sistemi operativi colpiti:
Windows 95, Windows 98, Windows Me, Windows NT, Windows 2000, Windows Server 2003, Windows XP

Ripercussioni e misure cautelative: http://www.melani.admin.ch/newsticker/00057/index.html?lang=it
 
 
Riceviamo dal professore Marzio V. Vaglio questa segnalazione che volentieri pubblicchiamo, poiché le tematiche trattate in questo convegno sono di grande attualità e pertinenza.
Convegno Centrali Rischi: Trattamento dati, Sanzioni e Responsabilità:

• data: 22/02/2005
• località: Milano: Spazio Sironi - Palazzo dell'Informazione
• ultimo aggiornamento: 03/02/2005
• sezioni: data protection (privacy) - miscellanea - tecnical issues
• segnalato da Marzio V. Vaglio

Relatori:
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA “TOR VERGATA”
STUDIO GOBBATO
STUDIO LEGALE MENCHETTI
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA
STUDIO LEGALE ASSOCIATO VAGLIO & ZANON

Temi:
* Le nuove regole e i nuovi obblighi previsti dal nuovo Codice deontologico e le maggiori garanzie per le imprese debitrici
* Le nuove modalità di trattamento dei dati personali nell’ambito dell’attività creditizia e finanziaria
* Le sanzioni e i diversi profili di responsabilità del titolare del trattamento
* Le Banche Dati sul comportamento debitorio e il Segreto Bancario
* La tutela della privacy del debitore, la vigilanza sull’operato degli incaricati, le misure sanzionatorie e le responsabilità
* Analisi del rischio di un sistema informatico e telematico, prevenzione e contromisure
* Lettura critica del Disciplinare tecnico allegato al Codice della Privacy
* I contenuti del DPS e gli approcci corretti per una stesura efficace in termini di sicurezza

BROCHURE: http://www.lra.it/reserved/brochure/convegni/GP103.pdf
 
 
La sezione 6 dell'Ordinanza federale sulla sorveglianza della corrispondenza per posta e telecomunicazione 780.11
http://www.admin.ch/ch/i/rs/780_11/index.html costringe i fornitori svizzeri di acesso internet a conservare i dati degli e-mail per 6 mesi, per metterli a disposizione su richiesta delle autorità giudiziarie.

Però il mese scorso l' "ARTICLE 29 Data Protection Working Party" dell'Unione Europea ha emesso un'opinione negativa rispetto a una proposta di "décision-cadre" fatta dalla Francia, l'Irlanda, il Regno Unito e la Svezia, proposta che andava nello stesso senso dell'ordinanza federale. Vedi http://www.europa.eu.int/comm/internal_market/privacy/docs/wpdocs/2004/wp99_en.pdf (1)

Stiamo preparando una pagina su questo tema, e gradiremmo avere le vostre opinioni in merito, che potete aggiungere ai commenti (link "Commentaires", sotto). Qualche spunto:

- Se questa Opinione viene accettata dal Parlamento Europeo (con rifiuto consecutivo della Proposta di "décision-cadre" fatta dalla Francia, l'Irlanda, il Regno Unito e la Svezia) quali saranno le conseguenze per l'Ordinanza federale sulla sorveglianza della corrispondenza per posta e telecomunicazione 780.11 ?

- In particolare, quale influenza potrebbe avere tale accettazione per gli accordi bilaterali?

- Inoltre, poiché questa Opinione si fonda sulla Convenzione Europea dei Diritti Umani del Consiglio dell'Europa, di cui la Svizzera fa parte sin dal 1963, non è costretto il nostro paese a tenerne comunque conto?


(1) "...The routine, comprehensive storage of all traffic data, user and participant data proposed in the draft decision would make surveillance that is authorised in exceptional circumstances the rule. This would clearly be disproportionate. The draft framework would apply, not only to some people who would be monitored in application with specific laws, but to all natural persons who use electronic communications. Additionally all the communications sent or received would be covered.

Not everything that might prove to be useful for law enforcement is desirable or can be considered as a necessary measure in a democratic society, particularly if this leads to the systematic recording of all electronic communications. The framework decision has not provided any persuasive arguments that etention of traffic data to such a large-scale extent is the only feasible option for combating crime or protecting national security. The requirement for operators to retain traffic data which they don't need for their own purposes would constitute a derogation without precedent to the finality/purpose principle."

http://www.europa.eu.int/comm/internal_market/privacy/docs/wpdocs/2004/wp99_en.pdf (grassetto nostro)

Questa Opinione è presentata in italiano da Interlex.it, http://www.interlex.it/675/tutela/nl244.htm (che riprende la Newsletter du "Garante per la protezione dei dati personali, 8 novembre 2004 http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1064455, articolo "Garanti Ue: non si possono conservare tutti i dati di traffico Internet").
 
 
02 September 2004 @ 12:02 am
estratto dalla Newsletter CLUSIT del 31 agosto 2004
CLUSIT ASSOCIAZIONE ITALIANA PER LA SICUREZZA INFORMATICA - http://www.clusit.it

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3. COMPUTER CRIME - PHISHING
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(Fonte: ANSSAIF - Associazione Nazionale Specialisti Sicurezza in
Aziende di Intermediazione Informatica)
Il nostro laboratorio sul Phishing segnala che nello scorso mese di
agosto sono pervenute alcune email indirizzate a residenti italiani, ma
riguardanti i loro rapporti con una grande banca internazionale
americana.
Una ricerca più approfondita, ha soltanto permesso di accertare che i
destinatari erano abbonati ad un sito statunitense fornitore di notizie
finanziarie.
Le email contenevano un invito a connettersi al sito della banca
(naturalmente "fasullo", ma in tutto e per tutto uguale a quello
originale) per ricevere gratuitamente istruzioni per una migliore
sicurezza nelle operazioni di acquisto su Internet. Per fare ciò, veniva
chiesto di fornire i propri dati personali.
Ciò al momento conferma l'assenza di attacchi di questo tipo a clienti
italiani di banche italiane.
Sul fronte dell'andamento in generale del fenomeno, ultimamente si sono
avuti negli USA circa 250.000 email riguardanti questa tipologia di
attacco nel mese di luglio; a tale ritmo, si hanno volumi paragonabili a
quelli avvenuti in occasione di attacchi di noti virus (Code Red, NIMDA,
Slammer).
Inoltre, il Gruppo Anti Phishing (APWG), costituito come noto da 400
aziende, fra le quali le maggiori banche americane, segnala che il tasso
di crescita del numero di attacchi è attorno al 50% al mese.
Al momento sono attaccati i clienti delle banche inglesi, americane ed
australiane.
http://www.infoworld.com/article/04/08/04/HNphishingattacks_1.html
I danni sono al momento stimati in oltre 400.000.000 US$, senza
considerare la perdita di immagine e di clienti subita dalle banche
colpite.
http://www.finextra.com/fullstory.asp?id=12173
Tra le nuove modalità di attacco, si segnalano quattro casi di un certo
interesse.
Il primo, si presenta come una possibile fonte di finanziamento per
credito personale. Se l'interessato inserisce alcune informazioni che lo
riguardano, e necessarie per costruire il profilo di rischio del
soggetto, il sito restituisce adeguate informazioni sulla possibilità di
ottenere prestiti personali.
E' chiaro che così facendo, il soggetto dà delle informazioni che
possono essere utilizzate sia per essere rivendute, sia per portare
attacchi di phishing o per compiere frodi.
Una domanda potrebbe sorgere spontanea: nessuno è così sciocco (si
spera) da dare il proprio nome ed indirizzo! E' vero, ma non occorre
essere grandi esperti per sapere che il pc di ognuno di noi contiene
molte informazioni quali: a chi è intestata la licenza di un software;
chi per default è l'autore dei documenti Word (contenuto in Proprietà);
ecc. Non è quindi eccessivamente difficile (Su questo tema delle
informazioni contenute in un qualsiasi computer e su come ottenerle, il
nostro laboratorio metterà presto a disposizione nella pagina "White
papers" una specifica e dettagliata nota tecnica)
Per maggiori informazioni sulla notizia data:
http://www.oswegodailynews.com/yourmoneyarticle.asp?id=46706§ion=yourmoney&network=oswego
Il secondo caso riguarda il sempre maggior uso dei banner pubblicitari
quale veicolo per l'inserimento di trojan e "malware" sui computer.
Per maggiori informazioni:
http://news.netcraft.com/archives/2004/08/06/phishing_attacks_using_banner_ads_to_spread_malware.html
Il terzo caso che riportiamo, riguarda un avviso della banca irlandese
AIB che ha avvertito i suoi clienti che potrebbe apparire, mentre
operano in rete, un loro presunto invito a fornire dei dati personali
(in allegato abbiamo riportato la pagina web della AIB con l'avviso).
E' il classico caso di phishing, ma ciò che "stuzzica" l'interesse è che
questo messaggio appariva anche quando l'utente era collegato con il
servizio di home banking ufficiale della AIB.
Si possono fare diverse ipotesi, ma l'ideale sarebbe poter avere
maggiori dettagli, onde capire se vi è stata una nuova modalità e
quale.Ci stiamo interessando con la polizia per avere tali informazioni.
Il quarto caso, riguarda un attacco attualmente in corso e diretto a non
residenti negli Stati Uniti, non cittadini americani, possessori di una
casa negli USA.
A questi perviene una presunta lettera dall'ufficio delle tasse (IRS)
con un modulo da compilare (IRS Form W-8BEN, "Certificate of Foreign
Status of Beneficial Owner for United States Tax Withholding," ) qualora
vogliano evitare di pagare l'aliquota massima sulla proprietà. Il modulo
prevede la dichiarazione di dati personali, atti successivamente a
perpetrare azioni fraudolente a carico dell'ignaro dichiarante.
Dato che l'argomento tasse è un tema che trova tutti molto
sensibilizzati, l'"esca" è davvero allettante!
Per maggiori informazioni:
http://www.webcpa.com/WebCPA/index.cfm/txtFuse/dspShellContent/fuseAction/DISPLAY/numContentID/53443/numSiteID/12/numTaxonomyTypeID/10/numTaxonomyID/937.htm
Il caso precedente non avrebbe nulla di particolare (Totò e soci ci
hanno abituato a ben più sofisticati sistemi per ingannare gli ingenui!)
se non fosse che le lettere e le email vengono sempre più indirizzate ai
corretti destinatari.
Ciò vuol dire una cosa sola: i criminali riescono ad avere le
informazioni giuste.
A questo proposito, di un certo interesse è la notizia che una ricerca
con il motore Google ha permesso di individuare possessori di carte di
credito con riferimenti personali, fra i quali anche il numero della
carta.
Malgrado fosse stato riferito che i numeri erano obsoleti, alcune
persone, contattate direttamente, avrebbero confermato la qualità
dell'informazione.
Siccome non è la prima volta che informazioni trovate in rete sono
servite per un attacco, e dato che non possiamo pensare che si sia

trattato di una scelta voluta, non possiamo che dedurne che, a meno di
una alquanto rara disattenzione o ingenuità, si sia trattato di
un'apertura inaspettata di un server al mondo esterno.
Appare quindi sempre più necessario che nelle nostre aziende, se ancora
non fatto,
- classifichiamo le informazioni in base alla riservatezza,
- teniamo sotto controllo quali informazioni sono in rete, e
- ci accertiamo non siano tali da poter fornire informazioni utili ad
eventuali criminali (nel qual caso le inseriamo fra quelle dichiarate
riservate e quindi non divulgabili).
In particolare, dobbiamo fare attenzione che quando ci sono delle
modifiche alle applicazioni Web, non si creino delle "aperture" non
volute, sfruttabili queste da hacker per accedere all'interno di uno o
più server.
Sottolineiamo questo possibile attacco in quanto non molto tempo fa, nel
corso del periodico "vulnerability assessment" operato da una Società
specializzata, è stata accertata questa debolezza presso un nostro
associato che ha il sito gestito in outsourcing; chiaramente gli
sviluppatori della Società sono caduti dalle nuvole! (Qui si porrebbe il
problema dell'outsourcing e delle relative clausole contrattuali che,
nella fattispecie, qualora fosse stato un hacker ad impadronirsi del
server, non avrebbero coperto il possibile danno reputazionale, legale
ed operativo subito dalla banca).
Ma su questo problema ci ritorneremo prossimamente.
Per maggiori informazioni sull'episodio che ha interessato Google
consultare:
http://news.com.com/2100-1029-5295661.html
A titolo di curiosità, a proposito di eccessive informazioni in rete,
citiamo un articolo nel quale si riporta che il Dipartimento di Home
Security ha trovato sul Web descrizioni particolareggiate, e anche
tridimensionali, degli edifici di aziende americane, possibili obiettivi
terroristici in New York. Fra questi casi, Citygroup, noto obiettivo, ha
anche riportato sufficienti informazioni atte ad indicare un punto
debole nella struttura di sostegno dell'intero edificio.
Le aziende sono state invitate cortesemente a non aiutare i terroristi.
http://www.computerworld.com/securitytopics/security/story/0,10801,95108,00.html

estratto dalla Newsletter CLUSIT del 31 agosto 2004
CLUSIT ASSOCIAZIONE ITALIANA PER LA SICUREZZA INFORMATICA - http://www.clusit.it



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L'uso dei materiali contenuti in questo bollettino sottostà alle condizioni della licenza Creative Commons

Creative Commons License

This work is licensed under a Creative Commons License.




vedi anche http://www.adisi.ch/in-formazione/licenze_CC.htm
 
 
Riceviamo da Interlex

Subject: InterLex N. 295 - Gli interventi del Garante della privacy - [26/07/2004]
Date: Mon, 26 Jul 2004 01:00:44 -0700


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Il 5 ottobre a Roma un nuovo seminario InterLex: "Privacy, sicurezza e DPS:
come fare?". Programma dettagliato e modalità di partecipazione nei prossimi
giorni sulla rivista.
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E' on line il nuovo numero di InterLex (http://www.interlex.it)

Ecco i titoli della prima pagina:

Anno VIII - N. 295 - 26 luglio 2004

Interventi sempre più puntigliosi. Ma servono tanti minuti dettagli?
***Il Garante ordina: "Vietato zoomare"***
Videosorveglianza, elenchi telefonici, studi legali, informazione... Nulla (o
quasi) sfugge all'occhio del Garante per la protezione dei dati personali. Che
interviene a regolare nei minimi dettagli ogni aspetto delle attività che
comportano trattamenti di dati personali. Ma spesso si tratta di precisazioni
inutili o controproducenti.
-> Casi preoccupanti di accanimento normativo (M. Cammarata)
-> Attività forense e dati personali: regole di un altro mondo (A. Monti)
-> Videosorveglianza, la criminalità ringrazia (C. Giustozzi)
-> Privacy e attività forense (Parere del 3 giugno 2004)
-> Privacy e giornalismo (Parere dell'11 giugno 2004)
-> Nuovi elenchi telefonici (Parere del 15 luglio 2004)

Diritto d'autore
Le promesse "correzioni" alla legge Urbani non sembrano a portata di mano. Ma
il dibattito non si ferma: ecco un intervento che alza il livello della
discussione.
-> Urbani e la tutela del patrimonio culturale italiano (N. W. Palmieri)

Diritto di accesso
Prima il Belgio e poi la Francia hanno capito che la Rete è ormai il primo
mezzo di diffusione dei testi legislativi. E, fra l'altro, così risparmiano
tonnellate di carta...
-> In Francia la Gazzetta on line è "ufficiale" (R. Manno)

Ancora in primo piano
-> Dati personali: sicurezza rinviata... (N. 294 - 28 giugno)
-> Per la firma digitale serve più chiarezza (N. 293 - 17 giugno)

Grazie per l'attenzione
InterLex (http://www.interlex.it)

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Non inviare risposte a questo messaggio. Il sistema accetta solo le
richieste di iscrizione e cancellazione, secondo le procedure illustrate
alla pagina http://www.interlex.it/newsletter.htm
Ogni altra comunicazione deve essere inviata a redaz@interlex.it
(Servizio di newsletter fornito da MC-link  http://www.mclink.it )
 
 
21 July 2004 @ 03:16 pm

L'ACLU (Unione Americana per le libertà civili) ha cucinato qualcosa di speciale per illustare le implicazioni del collegamento tra tutte le banche dati che contengono informazioni su di noi, Summer Surveillance Pizza Delivery Special.

È un filmino in Flash, quindi ci vuole il plug-in (programmino) Shockwave. Se non ce l'avete ancora, lo potete scaricare gratuitamente da questa pagina. Grazie alle immagini si capisce lo stesso anche se non si sa l'inglese.

Fonte dell'informazione: MIT Technology Review Blog, http://www.technologyreview.com/blog/blog.asp?blogID=1495



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This work is licensed under a Creative Commons License. vedi anche http://www.adisi.ch/in-formazione/licenze_CC.htm
 
 

Riceviamo da InterLex e volentieri pubblicchiamo:

E' on line il nuovo numero di InterLex ( http://www.interlex.it )

Ecco i titoli della prima pagina:

Anno VIII - N. 293 - 17 giugno 2004

Le linee guida del CNIPA sono utili, ma non risolvono molti problemi:
***Per la firma digitale serve più chiarezza***

Dopo le nuove "regole tecniche" sono arrivate le "linee guida" sulla firma
digitale, mentre si lavora al codice che dovrebbe rimettere in ordine tutta la
materia. Il documento del CNIPA offre importanti chiarimenti operativi, ma non
può mettere ordine nella confusione legislativa sul documento informatico.
-> E se le chiamassimo "segnature elettroniche"? (M. Cammarata)
-> La "firma elettronica" non basta per identificare l'autore (R. Manno)
-> CNIPA - Linee guida per l'utilizzo della firma digitale (Vers.ridotta HTML)

**La carta d'identità elettronica: intervista a Roberto Benzi**

Una settimana fa abbiamo dato conto delle proposte del ministro Stanca per una
revisione del progetto della CIE, volte a contenere i costi e rendere più
veloce la sua diffusione. Il Ministro dell'interno ha respinto le proposte, ma
i problemi restano: per questo abbiamo sentito il consigliere scientifico del
Ministro dell'innovazione.
-> Benzi: i veri problemi della carta d'identità elettronica

Dati personali

Sul filo di lana, a meno di tre settimane dalla scadenza per l'adozione del
DPS, il Garante pubblica le sue "linee guida". E si parla insistentemente di
una proroga.
-> Minime anche le linee guida (C. Giustozzi)
-> Il documento finale pubblicato dal Garante

Appello

Soppressa la breve edizione estiva della Radio a colori di Oliviero Beha,
sembra in pericolo la sua ripresa in autunno. Un programma che, come InterLex,
spesso "pesta i piedi" a qualcuno nella denuncia delle cose che non funzionano
e nella ricerca della verità. Una raccolta di firme per salvare la
trasmissione.
-> Firma su Articolo 21 liberi di

Ancora in primo piano
-> Stanca: ripensiamo la CIE? Pisanu: no! (N. 292 - 10 giugno)
-> Quale sicurezza per i dati personali? (N. 291 - 3 giugno)

Grazie per l'attenzione
InterLex ( http://www.interlex.it )

e un particolare grazie a InterLex per aver messo in versione html le  linee guida del CNIPA , Centro Nazionale per l'informatica nella pubblica Amministrazione italiano il quale, come da noi il WebForum e l'UFCOM in generale, soffre di PDFite acuta, in barba alle proprie dichiarazioni sull'accessibilità Web.

 
 
22 May 2004 @ 09:36 pm

Sono sempre più frequenti i casi di invasione paralizzante da pop-up, di browser "dirottati" (hijacked), a volte di paralasia completa del computer a causa dei programmini spia (spyware).


In effetti, questi spyware stanno diventando sempre più raffinati. Ancora recentemente bastavano programmi come Spybot Search & Destroy o Adaware, utilizzabili anche da novizi, per liberarsene. Non più. Adesso bisogna ricorrere a programmi più complessi - e di uso più rischioso - come Hijack This - per andare a scovare i file infetti nella registry. Però se non si è esperti di computer, si rischia di cancellare file importanti usando questi programmi oltre il solo diagnostico. Vedi l'avvertimento sull'uso di Hijack This nel sito Community Feedback.


Di solito, però, gli spyware e adware non si prendono navigando semplicemente. Accompagnano programmi incautamente scaricati: Hotbar, Incredimail, Alexa e soprattutto Kazaa, il programma peer-to-peer che permette lo scambio di file.Vedi ad esempio Kazaa delivers more than Tunes di Kim Zetter su Wired.com (9 gennaio 2004) Ma ci sono letteralmente centinaia di migliaia  di siti che denunciano i pericoli di Kazaa. 


C'è però una preacauzione ovvia, di puro buonsenso, da prendere prima di scaricare un programma. In un motore di ricerca, si mette il suo nome più spyware, poi adware, poi glitch, poi problem. E se in queste 4 ricerche c'è una sola menzione di spyware, adware o di altri problemi associati a quel programma tra i primi 50 hit, non lo si scarica.


In questo contesto è molto sconcertante l'ultimo articolo del signor Del Biaggio sui programmi Voice Over Internet Protocol (VOIP), scaricabile come file .doc dal suo sito.Vedi anche Illustrazione Ticinese di maggio 2004. Il signor Del Biaggio loda entusiasticamente e acriticamente Skype, un programma che permette di comunicare viva voce online:  


(...) “Skype”, questo il nome di un nuovissimo programma, da scaricare online e che permette di telefonare gratuitamente da Internet. Basta semplicemente collegarsi al sito  www.skype.com  e installare il software, da scaricare facilmente sul proprio computer e, se si dispone di un accesso a banda larga, di tipo ADSL tanto per intenderci, è persino possibile telefonare gratis ovunque nel mondo (...), si parla con tutti dappertutto nel mondo e pure senza pagare un centesimo!


Il progetto “Skype” è nato dagli stessi fondatori di “Kazaa”, il celebre programma di “file sharing” (condivisione di files, soprattutto brani musicali) che ha dato non pochi grattacapi alle istituzioni nella lotta per la protezione dei diritti d’autore, il “copyright”.


Il suo fondatore, Janus Friis, giovanissima mente geniale dell’informatica, afferma che Skype vuole essere la compagnia telefonica globale dei giovani e dei giovanissimi. Questo rivoluzionario e gettonatissimo programma potrebbe creare non pochi problemi ai colossi delle telecomunicazioni, rappresentando una vera e propria minaccia, rischiando magari anche di fare la fine di suoi tanti altri celebri predecessori, e pensiamo soltanto a “Napster”, antecedente storico di “Kazaa”… Le grandi società di telecomunicazioni iniziano a guardare con sospetto questo nuovo arrivato sulla scena mondiale, temendone l’agguerrita concorrenza. Tant’è vero che, come risultato di questa nuova, straordinaria e rivoluzionaria offerta, i prezzi delle comunicazioni telefoniche potrebbero persino e addirittura “crollare” per le compagnie telefoniche tradizionali.


Non ci credete? Pensate soltanto che, nel giro di pochi giorni dopo la sua introduzione sul mercato Internet, “Skype” ha raccolto un numero di utenti maggiore di tutti gli abituali clienti della telefonia fissa americana ed europea! E se questo è poco…


Manco una parola sugli ingenti danni causati da Kazaa, ancora meno, ovviamente, sui numerosi rapporti di problemi consimili con Skype da marzo a oggi. Forse il signor Del Biaggio avrà creduto alle scritte "no spyware" e "no adware" sulla pagina da cui si può scaricare "Skype". Forse crede anche a Babbo Natale. La credulità può essere commovente, ma non in chi si atteggia a chi parla di informatica "da esperto" sulle colonne della pubblicazione più diffusa in Ticino.


Morale: non crediate a Babbo Natale né agli esperti di informatica ingenui.Usate il buon senso, e controllate sempre con un motore di ricerca i rapporti sul programma che intendete scaricare. Se trovate una sola menzione di spyware, adware o altri problemi associati a quel programma tra i primi 50 hit, non scaricatelo.


(25/5/04) Vedi anche i commenti sotto su come scaricare gli articoli del signor Del Biaggio, e su un passo sorprendente nella sua descrizione di Skype

 
 
23 April 2004 @ 11:49 am

Il 9 marzo pubblicavamo sul vecchio bollettino di ADISI un avvertimento sul vecchio Bolletino ADISI rispetto a e-mail con virus/worm apparentemente mandati da indirizzi Bluewin (riportata nell'archivio di questo bollettino.

Veramente avevamo ripetutamente chiesto - per telefono e per e-mail - alla Bluewin di mandare un mailing ufficiale a tappeto con un avvertimento del genere, senza esito.

A discolpa di Bluewin, ci siamo accorti recentemente che gli e-mail, poiché contenevano in allegato gli e-mail virati come documentazione, probabilmente sono stati intercettati e distrutti dal loro antivirus: in effetti, quando lo SCOCI (Servizio di Coordinazione Criminalità su Internet della Polizia Federale) ci ha chiesto di fornire la stessa documentazione, non è pervenuta con invio normale, e abbiamo dovuto trovare una via traversa (creazione di un account temporaneo di web e-mail meno protetto) per inoltrare gli e-mail contaminati.

Lo SCOCI  ci segnala adesso che Bluewin, in realtà , qualcosa ha fatto. Ha pubblicato due avvertimenti  il 4 marzo e il 5 aprile:

http://www2.bluewin.ch/support/usernews/french/329.html

http://www2.bluewin.ch/support/usernews/french/333.html

Osservazioni su questi avvertimenti:

  1. Gli utenti novizi, quelli più a rischio, non hanno il riflesso di andare sul sito della Bluewin se fiutano qualcosa che non va. E in questo caso, molti non hanno fiutato un bel niente.
  2. Gli avvertimenti sono stati fatti soltanto in francese.
  3. Quando abbiamo parlato (2 volte) con gli operatori adetti all'e-mail della hotline di Bluewin, nemmeno loro erano al corrente di questi avvertimenti, e sostenevano apparentemente la proposta ADISI di un mailing a tappeto per mettere gli utenti in guardia. Sembra difettosa la comunicazione tra i vari adetti all'aiuto agli utenti della Bluewin.

Inutile piangere sul passato, certo. Ma speriamo che Bluewin cambi strategia di messa in guardia.  Sono ancora in giro gli e-mail di failed delivery con, nel messaggio, ciò che sembra un'URL Bluewin dove trovare ulteriori informazioni, ma in realtà nasconde un comando di scaricamento e di esecuzione di un file .exe ( probabilmente Netsky V). Questi e-mail sono in giro almeno dall'8 aprile, e ne arrivano ancora.

In casi di emergenza di questo genere, ci vuole un avvertimento mandato per mailing, a tappeto, a tutti gli utenti. Ma andrebbe anche unificata la strutturazione del menù di aiuto sul sito della Bluewin:

  1. Per giungere agli avvertimenti in francese di cui sopra, nella versione francese, il percorso è relativamente semplice: www.bluewin.ch > cliccare su Aide (11 avvertimenti dall'ottobre del 2002).
  2. In italiano, lo stesso percorso verso la pagina Aiuto porta soltanto all'ultimo avvertimento, e occorre cliccare su Informazione per vedere tutti gli avvertimenti (soltanto 9 avvertimenti dal 1998; inoltre in questa pagina di aiuto mancano i link verso le versioni in altre lingue).
  3. In tedesco la pagina Hilfe è strutturata in modo completamente diverso, tematico e poco chiaro. Per giungere agli avvertimenti, bisogna cliccare su Störungen (11 avvertimenti dal 1999)Ora un e-mail sospetto non viene perforza percepito coma una "Störung", come un disturbo della rete Bluewin.

La soluzione più efficace sarebbe un menù "Urgente" nelle tre versioni, dedicato unicamente ai comunicati che riguardano la sicurezza - comunicati che, ripetiamo, andrebbero mandati in versione trilingue a tutti gli utenti Bluewin. Se la Bluewin lo fa per comunicazioni pubblicitarie, non si capisce perché non lo faccia per questioni che riguardano la sicurezza. Più utenti Bluewin vengono contaminati da virus/worm, più i server della Bluewin vengono oberati dagli e-mail mandati da questi virus/worm dai computer contaminati, no?

 
 
Vedi: Would trade Password for Chocolate di Mitch Wagner, Security Pipeline Magazine, 19 aprile 2004:
 
Quasi tre quarti degli impiegati di ufficio intervistati a sorpresa in un sondaggio casuale erano pronti a rivelare le proprie password per una tavoletta di cioccolato.
 
Gli organizzatori della conferenza Infosecurity Europe 2004  intendono annunciare martedì che hanno effettuato un sondaggio tra impiegati di ufficcio alla stazione di Liverpool Street (Londra, Inghilterra) e scoperto che il 71% di loro erano pronti a cedere la propria password in cambio di una tavoletta di cioccolato.
 
Il sondaggio ha anche rivelato che la maggioranza degli impiegati si porterebbe informazioni confidenziali se cambiassero posto di lavoro, e non rispetterebbero la confidenzialità di dati riguardanti stipendi se ne venissero a conoscenza.
 
Circa il 37% degli impiegati interpellati hanno rivelato immediatamente la propria password. Con coloro che avevano rifiutato all'inizio, i ricercatori hanno ricorso a tattiche di "social engineering", suggerendo ad esempio che la password era collegata al nome di un animale domestico o di un figlio. A quel punto, un ulteriore 34% degli intervistati ha rivelato le proprie password. (...)
 
Testo completo dell'articolo (in inglese):  http://www.securitypipeline.com/news/18902074 .