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Redazione ADISI
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L'FBI oscura vari siti Indymedia su richiesta della Svizzera e dell'Italia, ma....

Giovedì 7 ottobre 2004 l'FBI ha sequestrato un server dove erano ospitati vari siti locali di Indymedia, l'organo di informazione degli altermondialisti.

Motivo: una richiesta di assistenza internazionale emanata dalla Svizzera e dall'Italia.

Per quanto riguarda la Svizzera, pare che la richiesta sia stata dovuta a una pagina uscita sul sito di Indymedia Nantes. Il sito è stato oscurato ma si può ancora vedere tramite la cache (l'archivio) di Google.

La pagina in questione mostrava fotografie di due poliziotti che hanno ripreso le indagini sugli incidenti occorsi a Ginevra durante la riunione del G8 a Evian, nel maggio del 2003. Anch'essa si può vedere tramite la cache di Google, ma senza le foto.

Sul sito di Indymedia Svizzera, sabato 9, qualcuno aveva messo un link verso una copia di questa pagina, con le foto. Il link è stato rimosso, per evitare che il sito venga a sua volta chiuso dalla giustizia svizzera.

Tutte le informazioni che precedono sono di dominio pubblico, date ad esempio nei notiziari della SSR SRG Idée Suisse.

La pagina copia esiste ancora, però, ed è ospitata sul sito e sul server di una prestigiosa università americana. Chissà se l'FBI chiederà che venga rimossa? E se l'FBI lo fa, quali sono le possibilità che le autorità universitarie ottemperino? Si andrà fino al sequestro del server?

Ma se viene sequestrato il server, non si moltiplicheranno le altre copie della pagina, come era avvenuto quando era stato oscurato il sito di Appel au peuple (vedi http://www.largeur.com/expArt.asp?artID=1274)?

Inoltre, oltre alla cache di Google, esistono vari siti di archivi.

Certo, va protetta l'immagine di tutti, e nel caso di poliziotti che fanno il loro lavoro, diffondere le loro foto potrebbe mettere a repentaglio la loro incolunnità.

Ma questo episodio illustra bene quanto sia difficile assicurare questa protezione nella società dell'informazione, soprattutto quando bisogna fare i conti con le leggi sulla libertà di espressione. Associazioni di giornalisti hanno già denunciato il sequestro del server che ospitava il sito di Indymedia Nantes.

Quanto all'università americana sul cui server si trova la copia della pagina incriminata, è più che probabile che si appelli al Primo Emendamento della costituzione degli Stati Uniti se l'FBI ne chiede la rimozione.

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vedi anche http://www.adisi.ch/in-formazione/licenze_CC.htm
Tags: cybercrime, diritto informatico, e-government, e-society, fbi, indymedia, svizzera
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